Tragedia della Pertite: “Il pensiero a chi ha perso la vita sul lavoro in questi giorni”

Tragedia della Pertite: “Il pensiero a chi ha perso la vita sul lavoro in questi giorni”.

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Si è svolta nel cortile di Palazzo Gotico la cerimonia di commemorazione delle vittime della Pertite. Nell’ottantesimo anniversario della tragedia è stato l’assessore all’Urbanistica, Erika Opizzi, a rappresentare l’Amministrazione comunale. Opizzi ha ricordato la drammatica esplosione dello stabilimento di via Emilia Pavese che causò decine di morti e centinaia di feriti.

Alla benedizione delle corone da parte del cappellano militare, monsignor Pietro Campominosi, è seguita la deposizione dell’omaggio floreale a cura del presidente di Anmil Maurizio Manfredi, nella giornata che rende onore non solo ai concittadini caduti sotto le macerie della fabbrica di caricamento proiettili – l’8 agosto del 1940 così come nel settembre 1928, a seguito di un altro incidente – ma anche al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, in memoria dei connazionali morti nella miniera di Marcinelle nel 1956.

La cerimonia si è svolta nel pieno rispetto delle misure di distanziamento sociale rese necessarie dall’emergenza sanitaria in atto.

Il discorso dell’assessore Opizzi

E’ alla consapevolezza di quel dolore, che oggi facciamo appello, nell’impegno a onorare responsabilmente, con profondo rispetto, le donne e gli uomini che l’8 agosto del 1940 caddero inermi, indifesi mentre svolgevano il proprio lavoro.

Come quella fabbrica, non siamo invincibili, ma profondamente vulnerabili nella nostra umanità. Non disperdiamola, allora, lasciamo che emerga oggi in tutto il suo calore, nella solidarietà con cui ci stringiamo anche alle famiglie di Sasko Atanasov e Andrea Gazzola, che in questi giorni hanno perso la vita sul nostro territorio mentre svolgevano il proprio mestiere. L’abbraccio solido e sincero della comunità piacentina si estende, idealmente, a tutti coloro che devono confrontarsi con l’enormità della perdita, quando l’ultima frase che ci si è scambiati è quella che ripetiamo ogni mattina come un automatismo, prima che la porta si chiuda per sempre: “buon lavoro”.

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