Nel corso del 2025 il sistema dell’artigianato piacentino ha subito una contrazione di 595 unità attive, portando il numero complessivo delle imprese a quota 7.273. Questa flessione rispetto al 2024 si traduce in un calo del 7,6%, un dato che rappresenta la performance più critica all’interno della zona vasta emiliano-occidentale. In tale contesto territoriale, che comprende anche Parma e Reggio Emilia, si è registrata una diminuzione totale di 1.149 realtà artigiane, pari a un decremento medio del 3,2%.
Il risultato di Piacenza appare sensibilmente più pesante anche nel confronto con i contesti geografici più ampi: le imprese artigiane, infatti, in Emilia-Romagna sono diminuite del 2,3% in un anno e, a livello nazionale, la flessione si è fermata all’1,4%. In questo scenario, l’incidenza delle imprese artigiane sul totale del tessuto produttivo provinciale si attesta al 29,5%, valore inferiore rispetto alla media dell’Emilia Occidentale, che raggiunge il 31,6%.
Le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia, elaborate su dati Infocamere, rilevano una ripartizione settoriale fortemente polarizzata su quattro comparti principali. Il settore delle costruzioni si conferma predominante con 3.140 unità attive, rappresentando da solo il 43,2% del totale provinciale. Seguono i servizi alla persona, che con 1.470 aziende incidono per il 20,2%, e il comparto manifatturiero, che conta 1.411 unità attive e un’incidenza del 19,4%. Infine, i servizi alle imprese partecipano al panorama artigiano con 922 realtà attive, pesando per il 12,7% sul totale.
Per quanto concerne la natura giuridica delle imprese artigiane piacentine, nel 2025 si conferma la prevalenza della ditta individuale, che copre il 78,0% del totale. Tuttavia, questa tipologia ha registrato il calo più rilevante nel 2025 (-9,1%), scendendo a 5.673 unità. Le società di persone mostrano una tenuta maggiore, segnando un calo del 4,1% e attestandosi a 994 imprese, pari al 13,7% del sistema produttivo artigiano locale. In controtendenza si muovono invece le società di capitale artigiane, che crescono del 2,2% raggiungendo le 594 unità attive e un’incidenza dell’8,2%.
L’identikit dell’artigianato locale si completa attraverso l’analisi delle categorie speciali. Le imprese guidate da imprenditori stranieri giocano un ruolo rilevante, con 1.945 realtà attive e un’incidenza del 26,7%. Le imprese artigiane femminili ammontano invece a 1.216 unità, rappresentando il 16,7% del totale, mentre la componente giovanile conta 692 imprese attive, con un peso del 9,5% sul tessuto provinciale.
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