Organico ridotto e mezzi datati, vigili del fuoco: “Tempi di intervento sempre più lunghi. Ma il sindaco non risponde”

Organico ridotto e mezzi datati, Vigili del fuoco: “Tempi di intervento sempre più lunghi”.

“La situazione attuale potrebbe non consentirci di garantire il soccorso tecnico urgente con la rapidità e l’efficacia che ci contraddistingue da sempre”. Il sindacato Conapo dei vigili del fuoco torna a lamentare una situazione di grave difficoltà che coinvolge organico e parco mezzi. E lo fa con una lettera inviata al sindaco e presidente della Provincia, Patrizia Barbieri.

“I cittadini devono sperare, nella sfortuna, di essere i primi ad essere soccorsi. Qualora non lo fossero, infatti, i tempi di intervento si potrebbero dilatare in modo inaccettabile”.

“La situazione dell’organico attuale spesso non consente di predisporre più di una squadra al giorno e sovente solo un mezzo di appoggio. Una volta risposto alla prima richiesta di soccorso, qualora vi fosse un’altra criticità in atto i tempi di risposta potrebbero non essere ammissibili”.

“Il problema – continua la nota – ovviamente si ripercuote anche sui nostri distaccamenti provinciali. Per garantire la necessaria copertura alla centrale potrebbero dover sguarnire la sede con tutte le ovvie criticità che ciò comporterebbe”.

I vigili del fuoco lamentano anche l’età media del parco mezzi. “Ci troviamo sempre più spesso ad effettuare gli interventi con macchine che hanno alle spalle 25 anni di onorata carriera. Mezzi che ovviamente non garantiscono la necessaria affidabilità”. Il tutto con un maggior rischio di infortuni per gli operatori.

La lettera si conclude con una nota polemica nei confronti del sindaco Barbieri: “In verità siamo ben consapevoli che Lei (il primo cittadino ndr) ben poco potrà fare per cambiare le cose. Per problematiche ben più alla sua portata come la messa in sicurezza del tratto di strada di fronte alla nostra sede non ci ha fornito neppure una risposta scritta alla nota che le abbiamo inviato il 3 dicembre scorso in merito. Ma tant’è ,ce ne faremo una ragione”.