Piacenza calcio, le parole del cambio societario: da Gatti e Pighi: “Non sarò un padre-padrone” – AUDIO

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Conferenza stampa del Piacenza calcio: Marco Scianò, Roberto Pighi e Marco Gatti presenti in sala

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Dopo la fuga della notizia di giovedì sera, in cui si specificava che Roberto Pighi rilevava la presidenza della famiglia Gatti e diventava azionista di maggioranza e proprietario del club biancorosso, oggi si è consumato il passaggio di consegne finale.

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Ad aprile le danze ci ha pensato Marco Scianò, direttore generale biancorosso

Se siamo seduti qua, il 6 di giugno, è per merito della famiglia Gatti e di Roberto Pighi, che si prende una responsabilità di continuità. La famiglia Gatti lascia un gioiello sportivo.

Una ripartenza oculata

È difficilissimo programmare, ed in questo periodo c’è stato il rischio di veder sparire il Piacenza calcio. È solo grazie alla responsabilità di questi signori (Marco Gatti e Roberto Pighi, ndr) che il Piacenza andrà avanti. Vogliamo mantenere la categoria e sarà già un lusso, visti i tempi che corrono. La cosa più importante è la continuità della nostra società. Molti presidenti mi hanno chiesto come abbiamo fatto a muoverci con questo anticipo perché nelle altre città, vi assicuro, che non è così.

Vorrei che passasse un messaggio importante: il Piacenza continuerà a vivere grazie alla famiglia Gatti e Roberto Pighi. Non sarà un padre-padrone, ma un presidente che cercherà di far ripartire un progetto. Dobbiamo dimostrare tutti i giorni di essere una società gloriosa.

Siamo gli unici in Italia ad avere una proprietà compatta al 6 di giugno.

Di seguito Marco Gatti, presidente e proprietario uscente

Parlo io anche per mio fratello, che in questo periodo non sta bene.
Ieri abbiamo fatto questo passaggio di consegne davanti al notaio. E’ una decisione che ho preso da parecchio tempo e ringrazio Roberto per la disponibilità. Prometto la mia fiducia a lui. Finché sarà presidente, noi ci saremo.

Annate veramente intense

Sono stati anni intensi ed abbiamo fatto quello che avevamo promesso, ricostruendo tutto. Siamo andati vicini al miracolo e meritavamo di essere in serie B. Abbiamo voluto lasciare la società pulita da ogni debito e alla ricerca di una continuità in Roberto. Mi fido ciecamente di lui.

I commossi ringraziamenti

Ringrazio Scianò, e tutti coloro che ci sono stati. Gli sponsor, con la famiglia Ricci, Polenghi e la famiglia Battini che ci hanno supportato ed aiutato. Allenatori, giocatori e staff che si sono susseguiti, con un particolare ricordo verso Franzini. Ringrazio i giornalisti ed i tifosi che ci hanno voluto bene.

La serie B ed il caso Cacia

Se fossimo andati in serie B, sarei ancora qua. Alcuni eventi di questa stagione sportiva hanno contribuito a questo addio. Il clima che si era creato non mi piaceva, e la gente si era messa in testa che dovevamo fare di più: pensavamo di avere più credibilità.
Noi abbiamo sempre seguito la passione, mentre i giocatori lo fanno per scopro di lucro. C’è una bella differenza tra le due cose.

Essere sminuito di fronte ad un giocatore mi ha fatto molto male. L’anno scorso non siamo saliti di categoria per alcuni “interessi superiori”.

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Da Marco Gatti a Roberto Pighi

Le prime dichiarazioni di Roberto Pighi da nuovo proprietario del Piacenza calcio

Posso dire solo molto bene della famiglia Gatti e voglio portare avanti la società con la stesso stile. All’inizio mi sembrava tutto difficile, ma giorno dopo giorno abbiamo messo mattoncino dopo mattoncino. Il nuovo progetto è molto solido e molto serio. Sono stati 3-4 mesi di lavoro, fino al momento di vararlo e confrontarlo.

Viaggiamo verso l’auto sostenibilità per cui il rischio è calcolato. Durante gli anni precedenti siamo andati fuori dalle stime, mentre quest’anno il progetto punta ad essere sostenibile, con una riduzione del 50% del budget rispetto all’anno passato.

Occhi al futuro

Il mio sogno è trasformare la società in una azionariato imprenditoriale. E’ arrivato un momento dove il senso di responsabilità è fondamentale. Le istituzioni e le amministrazioni pubbliche hanno lavorato molto bene, soprattutto in questo periodo di crisi.

Polenghi ha acquistato il 5% delle quote, diventando così il quarto socio, senza batter ciglio. Artigianato Farnese rimarrà con la propria quota mentre Marco Scianò è entrato come quarto protagonista.

Cerchiamo nuovi piccoli-medi imprenditori, che sono i più abbordabili dal punto di vista della generosità. Non finiremo in quattro perché c’è un piano molto più ampio. Vogliamo molte più persone, circa una decina. Non sarò padre-padrone, voglio un progetto che punti a crescere.

L’unico modello vincente (e sostenibile) è quello adoperato da Cesena e Parma. Sarà un anno veramente importante dal punto di vista professionale. Questa nave del Piacenza parte molto solida. Non saremo immediatamente competitivi, considerando la ripartenza. Ci vuole tolleranza.

Roberto Pighi è sempre stato un amante dello sport. Dai primi flirt con il Pro Piacenza nel 2015, all’ U.S. Fiorenzuola (che è un po’ un affare di famiglia). Dal volley di Superlega, fino all’arrivo in via Gorra nel giugno del 2018. Con lui una promozione sfiorata in due occasioni (Siena e Trapani, ndr) ed una stagione conclusa in anticipo per colpa del coronavirus (che comunque vedeva il Piacenza in piena zona playoff).

Ora il compito è decisamente più arduo considerando la “ripartenza sostenibile” di cui il Direttore Generale Marco Scianò ha ampiamente parlato anche con i nostri microfoni. Si ricostruirà da Simone Di Battista, da un nucleo giovane e da un nuovo allenatore.

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