Polizia locale in stato d’agitazione: “Organico carente, malessere organizzativo e poca considerazione del personale”

Foto Del Papa

I sindacati CGIL, CISL, UIL, CSA e SULPL proclamano lo stato di agitazione in seno alla polizia locale. Le motivazioni in una nota, riassumibili nella frase: “Oggi, non solo il Corpo versa in una sconfortante situazione di sotto-numerarietà che ma soprattutto vive un diffuso malessere organizzativo che riteniamo imputabile ad una poco attenta considerazione del personale medesimo”.

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LA NOTA DEI SINDACATI

La cronaca della città dimostra come il Corpo di Polizia Locale del Comune di Piacenza sia da sempre in prima linea nel presidio del territorio anche quando, purtroppo, come hanno dimostrato casi recentissimi, ciò significa esporsi ad una aumentata rischiosità delle situazioni. Per ruolo, ma anche e soprattutto per il profondo senso del dovere che contraddistingue il personale del Corpo, operatori ed operatrici hanno mantenuto il livello di presenza tanto che, la cittadinanza, non si è probabilmente nemmeno accorta della costante decrescita del numero di agenti e ispettori. La Polizia Locale del Comune di Piacenza ha oramai raggiunto il minimo storico sia per quanto riguarda gli Agenti, che gli Ispettori in particolare.

Da circa 10 anni le Organizzazioni Sindacali e la Rappresentanza Sindacale Unitaria interna all’Ente sollecitano le varie Amministrazioni nell’inserimento di nuovo personale; mai però, nessuno, ha ancora mostrato di avere una progettualità ben definita in merito: è stato sempre un navigare a vista, un rincorrere le emergenze, senza mai adoperarsi per dare una stabilità all’organico del Comando, pur potendo prevedere i numerosi pensionamenti.

Così, oggi, non solo il Corpo versa in una sconfortante situazione di sotto-numerarietà che, i piani assunzionali anche di questa Amministrazione, sono ben lungi dal poter colmare, ma soprattutto vive un diffuso malessere organizzativo che riteniamo imputabile ad una poco attenta considerazione del personale medesimo.

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Per citare solo alcuni esempi assolutamente non esaustivi: dal 1 ottobre gli straordinari non vengono più liquidati agli agenti, ai quali viene imposto il recupero, in violazione della normativa vigente; ripetute riorganizzazioni (da novembre 2021 siamo alla terza) che destabilizzano il personale senza apportare miglioramento alcuno dal punto di vista organizzativo; valutazione del personale in certo modo subordinata al numero di “multe”, che certo rimpolpano bilanci e fondo per le risorse decentrate, ma non possono essere un indicatore di qualità del presidio del territorio. A fronte della suddetta situazione il Comandante anziché ridimensionare i servizi, tende ad implementarli in una progettualità legata ad un prossimo e vago futuro per il quale nessun elemento di ottimismo è dato mentre, viceversa, sono costanti gli interventi che frustrano l’impegno e la professionalità espressa dal Corpo.

Anche per questo, negli ultimi mesi si sono susseguite diverse assemblee dei Lavoratori (in data 27.05.2022, 10.08.2022 e 31.10.2022) che hanno registrato via via un crescendo di malessere che non può più essere trascurato né dall’Amministrazione, né dal Comandante. In ciascuna Assemblea è stato sempre votato e sostenuto a maggioranza la proclamazione dello stato di agitazione.

Nell’ultima Assemblea, in particolare, la votazione a favore è stata assoluta, senza nessun astenuto o contrario; per questo, nella giornata di oggi, è stata inoltrata lettera al Prefetto chiedendo a lui udienza anche al fine di ricomporre il giusto clima con la parte pubblica e, qualora non si ottengano risposte concrete, procederemo in primis con la proclamazione dell’astensione dal lavoro straordinario per poi valutare se intraprendere altre ed eventuali azioni sindacali quali lo sciopero.

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