Mamma, figlio e nonna sono stati dimessi. Ricoverato l’infermiere piacentino impiegato a Codogno

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AGGIORNAMENTO – Venturi: “Al momento nessun residente in Emilia-Romagna positivo”. Dimesse nonna, figlia e nipotino

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Dopo la notizia, diffusa nella tarda serata di ieri, della negatività del tampone relativo alla paziente ricoverata ieri nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza, collega del primo paziente risultato positivo e già dimessa, oggi c’è la conferma della negatività di altri tre tamponi relativi ad una famiglia piacentina, residente in città (nonna, madre e bambino), dimessi stanotte.


AGGIORNAMENTO – Ricoverato nella notte all’ospedale di Piacenza l’infermiere piacentino impiegato al pronto soccorso di Codogno. L’uomo aveva optato per l’isolamento volontario all’interno della propria abitazione; era stato proprio lui, infatti, a prendere in consegna il 38enne da cui poi è scaturito l’allarme coronavirus. Da quanto emerge, pare che l’infermiere abbia iniziato ad accusare alcuni sintomi sospetti nel corso delle ore. Per questo motivo si trova ora ricoverato nel reparto di malattie infettive.

Protocollo per il Coronavirus, ricoverati a Piacenza mamma, figlio e nonna. Le tre persone, inattesa dell’esito dell’esame, sono ricoverate nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale cittadino.

Coronavirus, ricoverati a Piacenza mamma, figlio e nonna

Il protocollo è scattato perché la famiglia aveva avuto un contatto con un dipendente dell’ospedale di Codogno dove si trovava il il 38enne contagiato da coronavirus.  La mamma, il suo bimbo, di meno di un anno, e la nonna non hanno i sintomi che caratterizzano il coronavirus. 

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Ieri è stata una giornata molto convulsa con il centralino del 118 preso d’assalto soprattutto per richiedere informazioni. Ecco i consigli dell’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani, ministero della Salute e Istituto superiore sanità

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COME PROTEGGERSI

il Sars-CoV-2, come altri coronavirus, si trasmette attraverso le goccioline del respiro della persona infetta, che possono essere trasmesse con la tosse o gli starnuti, oppure tramite contatto diretto personale, oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con mani contaminate. Per questo motivo, è importante evitare uno stretto contatto con le persone che hanno febbre, tossiscono o hanno altri sintomi respiratori. In termini pratici, è raccomandabile mantenersi ad una distanza di almeno un metro da persone che tossiscono, starnutiscono o hanno la febbre, e lavarsi frequentemente le mani con sapone o con una soluzione alcolica. Coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce e non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico. Si consiglia anche di pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol e di usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi. Va contattato il Numero Verde 1500 del ministero della Salute se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

USL di Piacenza, attivato il numero 0523 317979

LA MORTALITA’

questo virus può causare sintomi lievi, simil-influenzali, ma anche malattie gravi. Al momento il tasso di mortalità complessiva sarebbe di circa il 2,3%. Un uomo è morto nel padovano.

COSA FARE SE SI PENSA DI AVER CONTRATTO IL VIRUS

perché vi sia un caso sospetto di coronavirus il paziente deve presentare sintomi di tosse e/o mal di gola e/o difficoltà respiratorie; e inoltre, nei 14 giorni precedenti all’insorgere dei sintomi, deve aver effettuato almeno una di queste attività: aver avuto contatti ravvicinati con un caso confermato o probabile COVID-19; aver viaggiato in aree dove vi sia la trasmissione del virus; aver visitato o aver lavorato in ambienti sanitari nei quali erano curati pazienti affetti da COVID-19. Se un paziente dovesse rientrare in tali condizioni, deve: contattare il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500; indossare una mascherina chirurgica se entra in contatto con altre persone; utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente.

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 SINTOMI DEL COVID-19 E COME SI CURA

I sintomi sono di tipo respiratorio: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, affaticamento polmonare. Al momento non ci sono terapie specifiche: la malattia si cura come i casi di influenza. Nei casi più gravi ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sulla base dei dati disponibili, l’Oms ha suggerito una terapia antivirale sperimentale, correntemente utilizzata anche allo Spallanzani, basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale utilizzato per la infezione da HIV e che mostra attività antivirale anche sui coronavirus, ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la malattia da Virus Ebola. Non esiste un vaccino contro il Sars-Cov-2.

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L’ISOLAMENTO

L’ordinanza emanata oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza, dopo i sei casi rilevati in Lombardia, prevede l’obbligo di quarantena “fiduciaria” domiciliare per chi torna da un viaggio in Cina negli ultimi 14 giorni e “sorveglianza attiva” per chi è stato nelle aree a rischio, cioè nel paese asiatico, con obbligo di segnalazione alle autorità sanitarie locali al proprio rientro in Italia.

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