Referendum sulla giustizia, a Borgonovo incontro per il Sì: “Una riforma che serve ai cittadini”

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Sala attenta e partecipata ieri sera all’Auditorium della Rocca Municipale di Borgonovo Val Tidone, dove si è svolto l’incontro pubblico dedicato alle ragioni del Sì alla riforma della giustizia, in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Un appuntamento che ha richiamato numerosi cittadini della Val Tidone, confermando l’interesse del territorio verso un tema centrale per il funzionamento delle istituzioni e per il rapporto tra cittadini e sistema giudiziario.

A introdurre e presentare la serata è stato Matteo Lunni, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa come momento di approfondimento e confronto aperto sui contenuti della riforma.

Gli esponenti dell’avvocatura

Nella prima parte dell’incontro sono intervenuti gli esponenti dell’avvocatura Romina Cattivelli, vicepresidente della Camera Penale di Piacenza, Livio Podrecca, presidente dell’UGCI – Unione Giuristi Cattolici Italiani, e Antonino Coppolino, avvocato e membro del Comitato per il Sì. I tre professionisti hanno offerto una approfondita e puntuale illustrazione tecnica della riforma, spiegandone i contenuti giuridici, le finalità e il funzionamento degli strumenti introdotti.

I loro interventi hanno consentito di entrare nel merito dei principali elementi della riforma, mettendo in luce la razionalità dell’impianto normativo e la sua funzionalità nel rafforzare i principi del giusto processo, della responsabilità e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.

A seguire si sono susseguiti gli interventi degli ospiti istituzionali e politici.

La prima a prendere la parola è stata Valentina Castaldini, consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, che ha invitato a valutare il referendum al di là delle appartenenze politiche.

“Amore della giustizia e della verità”

«Il compito che abbiamo davanti non è giudicare questo referendum sulla base delle appartenenze partitiche, ma per amore della giustizia e della verità», ha affermato Castaldini, sottolineando come la riforma rappresenti «un primo passo necessario per affrontare con razionalità la complessità del sistema giudiziario».

La consigliera regionale ha inoltre richiamato il ruolo dei cittadini nel processo democratico: «Abbiamo il sacro compito di andare a votare, dire la verità e comprendere che nelle nostre mani c’è il privilegio di decidere se dire sì o no a una riforma che riguarda tutti».

È quindi intervenuta Elena Murelli, senatrice della Repubblica, che ha evidenziato come la riforma miri a ricucire il rapporto tra cittadini e giustizia.

«Questa riforma interviene alla radice del sistema, per renderlo più efficace e più giusto», ha spiegato la senatrice, ricordando come la presenza delle correnti all’interno della magistratura abbia inciso negli anni sul funzionamento del sistema.

Gli errori giudiziari

Murelli ha inoltre richiamato alcuni dati sugli errori giudiziari: «Dal 1992 ad oggi oltre trentamila persone innocenti sono state detenute ingiustamente e lo Stato ha pagato oltre un miliardo di euro di risarcimenti. È evidente che serve un sistema disciplinare più efficace e più trasparente».

Secondo la parlamentare, la riforma rappresenta «un primo passo per garantire davvero il principio che chi sbaglia paga e per ricostruire la fiducia tra cittadini e giustizia».

Le conclusioni sono state affidate all’on. Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, che ha collocato la riforma nel quadro del lungo dibattito istituzionale italiano.

«Questa non è una riforma contro la magistratura, ma una riforma che fa giustizia e che serve ai cittadini», ha dichiarato Foti.

La separazione delle carriere

Il ministro ha ricordato come il tema della separazione delle carriere abbia attraversato per decenni il dibattito politico italiano, coinvolgendo forze politiche di diverso orientamento: «Nel corso degli anni tutte le principali forze politiche hanno sostenuto la necessità di arrivare alla separazione delle carriere. Oggi questo passaggio arriva finalmente all’esame diretto dei cittadini».

Foti ha inoltre evidenziato come la riforma non incida sull’autonomia della magistratura: «Non viene modificato il principio costituzionale dell’indipendenza della magistratura né l’obbligatorietà dell’azione penale. L’obiettivo è invece quello di liberare la giustizia dalle dinamiche delle correnti e restituirle credibilità e autorevolezza».

Da qui l’appello alla partecipazione: «Il vero punto è andare a votare. Bastano pochi minuti per esprimere una scelta che può dare una scossa a un sistema che negli anni ha mostrato limiti evidenti».

In chiusura Matteo Lunni ha ringraziato i relatori e il pubblico presente, sottolineando il tono di approfondimento e di confronto che ha caratterizzato l’incontro:

«Sono particolarmente soddisfatto per il taglio dato alla serata, che ha voluto mettere al centro le ragioni e i contenuti della riforma più che le appartenenze politiche», ha affermato, augurando a tutti i cittadini «un voto consapevole e informato».

La serata di Borgonovo si inserisce nel calendario di incontri promossi sul territorio per illustrare ai cittadini i contenuti della riforma e favorire una partecipazione informata al voto referendario.

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