Un partecipato e stimolante incontro con l’arguto giornalista ed intellettuale Bonifacio Castellane ha aperto la prima delle due giornate del Fol in Fest a Ferriere, in alta Val Nure, seconda tappa del festival diffuso sulla montagna giunto alla sua quinta edizione.
Di fronte a una platea attenta tra cui anche il Sindaco di Ferriere, Carlotta Oppizzi, Boni Castellane, introdotto dalle parole del direttore artistico della rassegna Massimo Polledri, è partito dal tema del convegno “Dalla terra ostile …la risalita” per toccare i principali temi di attualità senza mancare a eruditi riferimenti storici e riferimenti culturali che hanno affascinato e coinvolto il pubblico.
“Per capire come organizzare una risalita – ha detto – occorre comprendere la situazione in cui ci si trova.” E per comprenderlo Boni Castellane è passato a citare lo stato para-gramsciano, il marxismo, la rivoluzione industriale e quella bolscevica del 1917 che, “non è stata una rivoluzione, ma un colpo di stato. Il popolo russo si è adeguato e solo in un secondo momento è diventata una rivoluzione”. Il comunismo si è poi imposto e ha oggettivamente “causato un po’ troppi milioni di morti”. “Nell’Occidente – ha continuato il giornalista – non si sono figure in grado di far partire una rivoluzione come quella e nemmeno condizioni così arretrate come erano quelle della Russia di quei tempi”.
Dalla rivoluzione marxista, Boni Castellane è poi passato a parlare di quella del ’68, che altro non era, a suo avviso, che “il tentativo di fare la rivoluzione marxista ammazzando il meno gente possibile”.
E dal contesto storico e dai parallelismi, il giornalista è passato a parlare del presente, toccando alcuni dei temi di attualità, a partire dai giovani e l’intelligenza artificiale: “Io sono convinto che le famiglie, e non lo Stato, debbano togliere ai bambini i device, ma che i bambini debbano continuare a parlare di digitale. Noi dobbiamo mettere i bambini al riparo e dargli gli strumenti per comprendere cosa hanno di fronte, esattamente il contrario di quello che si fa oggi quando si lasciano i bambini liberi di farsi un’idea su device, internet, intelligenza artificiale”.
“Io non vedo nell’intelligenza artificiale e nella robotica dei rischi – ha continuato – ma un’opportunità. Ma dobbiamo governarla e per questo dobbiamo mettere l’uomo al centro, differentemente da chi considera l’uomo una tappa all’interno del percorso che porta al transumanesimo, alla riscrittura radicale dell’idea di uomo”.
Sollecitato dalle domande del pubblico, Boni Castellane ha toccato altri temi di più stretta attualità, come il diffondersi della violenza in particolare nelle città e il fenomeno dell’emigrazione clandestina e dei rimpatri. “A chi dice che senza il lavoro degli immigrati i prezzi dei nostri prodotti sarebbero più alti rispondo che preferirei pagare di più i pomodori ma vivere in una società più giusta e sicura. Io vivo a Milano e avverto questa insicurezza in crescita”.





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