“In merito alle rassicurazioni espresse da Arpae relative al sopralluogo dello scorso 11 agosto, il Comitato dei Cittadini esprime profonda preoccupazione e respinge categoricamente la minimizzazione dei fatti. Archiviare la nube biancastra che da giorni assedia l’abitato di Sacchello Vecchio come un fenomeno legato a “normali polveri di cantiere prive di tossicità” è un’affermazione scientificamente e tecnicamente inaccettabile“. Lo sostiene il comitato “Rinnoviamo Sarmato”.
“Come già noto e documentato dai video già consegnati e di quello di oggi, i lavori stanno sollevando una fitta nube biancastra (definita “calce” sulla base delle nostre analisi eseguite presso un laboratorio indipendente) che, spinta dal vento, sta invadendo le vicine abitazioni senza che vengano attivate le necessarie misure di contenimento”.
Il Comitato ha già provveduto a informare le autorità competenti e ha inviato una formale diffida alla società Apis Pc1 per chiedere l’immediata sospensione dei lavori senza esito alcuno.
“Per contro Arpae Emilia Romagna liquida come “solo polvere” le coltri biancastre che interessano sia la zona di cantiere che le abitazioni del rione Sacchello Vecchio; inoltre l’affermazione “è emerso che nella zona del cantiere è in atto l’operazione di rimozione dello strato superficiale dei terreni, per il riutilizzo del materiale nello stesso sito ‘previo eventuale trattamento con calce e cemento’” risulta essere totalmente priva di fondamento in quanto nessun trasporto di calce e cemento in ingresso al cantiere è mai stato documentato (trattasi essenzialmente di operazioni di scarifica di uno strato superficiale dl terreno destinato o ad essere ridistribuito in ambito cantiere o trasportato in direzione Ovest attraverso mezzi non telonati per destinazione sconosciuta”.
LA NOTA DEL COMITATO
Ci si sarebbe atteso da un istituto scientifico l’esplicitazione del termine “polverecon una definizione agronomica o geologica anziché ignorare o addirittura disconoscere la natura chimico-fisica del suolo; definire la polvere solo in base alla sua “capacità di disperdersi in aria” cancella la complessità del terreno originario.
Un terreno argilloso movimentato da secco produce una polvere chimicamente e fisicamente opposta rispetto a un terreno sabbioso o limoso, con dinamiche di impatto completamente diverse e non ci risultano situazioni simili in nessun altro terreno agricolo in fase di lavorazione (saremmo ben lieti di conoscere eventuali similitudini).
Le nostre analisi chimiche indipendenti commissionate dal Comitato ad un laboratorio indipendente sul terreno delle ex vasche di decantazione dell’ex zuccherificio Eridania – area destinata al nuovo impianto di biometano – parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni burocratiche. Il suolo in questione non è pertanto un comune terreno agricolo capace di sollevare innocue polveri di silicio o argilla. Al contrario, la matrice sollevata dal vento e dai mezzi meccanici è composta per ben il 92,24% da Calcio (257.000 mg/kg ss).
Si tratta, nei fatti, dei vecchi fanghi industriali di defecazione accumulati per decenni: un deposito massivo di composti alcalini che, una volta disidratati e movimentati dagli scavi, si frantumano in una polvere ultrafine altamente irritante.
Le domande del comitato
Il Comitato intende porre ad Arpae e alle autorità sanitarie delle precise domande di salute pubblica:
- Nessuna prova della campionatura: Arpae dichiara che “non ci sono problemi”, ma ad oggi non è stata esibita pubblicamente alcuna prova analitica dei campionamenti effettuati l’11 agosto. Perché? Quali parametri sono stati cercati? Con quali limiti di quantificazione?
- Il rischio caustico respiratorio: una nube composta al 92% da residui di calce ha un pH fortemente alcalino. L’inalazione continuativa di queste particelle esercita un’azione caustica e fortemente irritante sulle membrane mucose dell’apparato respiratorio, sugli occhi e sulla pelle, specialmente per i soggetti fragili (e al Sacchello Vecchio abbiamo potuto assistere alla preoccupata dichiarazione di un soggetto asmatico che rileva un peggioramento della propria situazione sanitaria), i bambini e gli anziani residenti a Sacchello vecchio.
- L’effetto “vettore” per i metalli pesanti: la polverizzazione di questo specifico terreno industriale rischia di fare da veicolo aereo (carrier) per altre sostanze ben più pericolose storicamente legate al sito ex Eridania.
- In merito alle evidenti esigenze di bagnatura del terreno sarebbe auspicabile impartire, alla ditta esecutrice dei lavori, di impostare un registro interno di cantiere per le bagnature che abbia piena validità davanti ai tecnici ARPAE Emilia-Romagna; creare quindi un documento semplice, strutturato in forma tabellare e costantemente aggiornato. Questo registro servirà a dimostrare formalmente l’adozione delle “buone pratiche” per l’abbattimento delle polveri diffuse.
“Serve trasparenza”
«Chiediamo ad Arpae e al Comune di Sarmato – dichiarano i rappresentanti del Comitato – di smettere di trattare un sito industriale dismesso come se fosse un normale campo di pomodori e di dare corso alla trasparenza ad oggi soltanto enunciata. Esigiamo l’immediata pubblicazione dei dati analitici del sopralluogo dell’11 agosto. Fino ad allora, chiediamo la sospensione cautelativa delle movimentazioni terra o, quantomeno, l’adozione immediata di sistemi di bagnatura costante (dust suppression) e la telonatura dei mezzi, per evitare che il diritto all’impresa calpesti il diritto alla salute e alla respirabilità dell’aria dei cittadini di Sarmato».
Iscriviti per rimanere aggiornato!
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
