Riforma legge quadro, CNA: “Ora le imprese possono crescere senza perdere identità, dopo oltre 40 anni finalmente regole al passo con i tempi”

“Una svolta storica”. Così la CNA definisce, con grande soddisfazione, il completamento della riforma della Legge quadro sull’artigianato che andrà all’esame del Consiglio dei Ministri oggi pomeriggio.

Una svolta storica che riconosce finalmente alle imprese artigiane il diritto di crescere, assumere e investire senza perdere la propria identità.

Imprese artigiane, la riforma punta a superare i vincoli dimensionali e societari

La riforma – secondo CNA – supera vincoli dimensionali e rigidità societarie che non rispecchiano più la realtà del sistema produttivo, valorizzando il ruolo dell’imprenditore artigiano, le sue competenze e la capacità di innovare e competere sui mercati.

Cristiana Crenna: “Un’impresa artigiana non deve essere penalizzata perché cresce”

“È un risultato di straordinaria importanza per il quale la CNA si è battuta con determinazione – dichiara il Presidente provinciale Cristiana Crenna –. Finalmente dopo 41 anni il nostro Paese ha deciso di aggiornare una legge che apparteneva davvero a un’altra epoca. In questo modo affermiamo un principio fondamentale: un’impresa artigiana non deve essere penalizzata perché cresce. Può aumentare i dipendenti, conquistare nuovi mercati e continuare a essere artigiana”.

CNA richiama l’impegno del Governo e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni

La Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa sottolinea il valore dell’impegno mantenuto dal Governo e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che meno di un mese fa, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni di CNA, aveva assicurato la volontà di portare a compimento la riforma.

Crenna: “L’artigianato è un’identità da valorizzare”

“Non si tratta di riconoscere privilegi o creare disparità – aggiunge Crenna – ma di eliminare ostacoli anacronistici e offrire nuove opportunità a imprese che rappresentano una componente essenziale del Made in Italy. L’artigianato non è una dimensione dalla quale uscire per crescere, ma un’identità da valorizzare. Questa riforma guarda al futuro e può dare un contributo concreto alla competitività e alla crescita dell’economia italiana. Credo vada dato atto al nostro Presidente nazionale, Dario Costantini, di essersi speso con convinzione e senza riserve per il raggiungimento di questo attesissimo e storico risultato. A questo punto, auspichiamo il pieno sostegno del Parlamento sulla riforma, sciogliendo gli ultimi nodi presenti sul testo al fine di accompagnare lo sviluppo delle imprese artigiane e di consolidare una scelta strategica per il futuro del sistema produttivo italiano”.

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