Le prime parole in inglese sono già arrivate, sotto forma di canzoncine che i bambini riportano a casa la sera. Dopo un mese di attività, la scuola dell’infanzia Giraffe Verdi in località I Vaccari vive oggi la sua inaugurazione ufficiale. Il servizio, destinato alla fascia 3-6 anni, nasce dalla collaborazione tra le cooperative sociali Eureka e Casa del Fanciullo, con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e l’accompagnamento del Comune di Piacenza e dei docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Domani 7 novembre dalle 9,30 alle 11,30, il 27 novembre e il 16 gennaio la struttura sarà visitabile grazie agli open day.
Il tratto distintivo della neonata realtà porta la firma di Bee English, che nei mesi scorsi ha fatto confluire nel progetto un decennio di esperienza nell’insegnamento dell’inglese ai più piccoli. Forte delle competenze pedagogiche di Eureka e della tradizione didattica targata Casa del Fanciullo, ha quindi preso forma una delle pochissime scuole per l’infanzia bilingui della provincia, di sicuro destinata a tracciare la strada.



Qui l’inglese non si studia a lezione: il personale educativo lo parla regolarmente dall’ingresso del mattino fino all’uscita, nei momenti di routine come nel gioco, così che i bambini familiarizzino con i suoni e(come raccomandano le nuove Indicazioni nazionali del Ministero dell’Istruzione e del Merito) l’assorbano come una lingua “di casa”. A questo metodo di provata efficacia e minimo impegno per i piccoli, Giraffe Verdi intreccia un approccio progettuale che li stimola costantemente a sperimentare e porsi domande, non da ultimo grazie all’outdoor education. L’apprendimento esperienziale basato sulla vita all’aperto beneficia infatti in ogni stagione, sotto lo sguardo vigile delle educatrici, del grande parco protetto che circonda la struttura.
A quest’elemento di pregio s’aggiunge il vantaggio d’un percorso che non si arresta ai sei anni: nel segno della continuità la scuola dell’infanzia condivide metodo e progetto pedagogico con la primaria della Casa del Fanciullo. Flessibilità oraria e massima disponibilità ad andare incontro, ove, alle specifiche esigenze dei genitori coronano infine un’offerta pensata non solo per i bambini, ma anche per le loro famiglie.
All’inaugurazione erano presenti Maria Scagnelli, presidente della Cooperativa sociale Casa del Fanciullo, Emiliano Sampaolo, presidente della Cooperativa sociale Eureka, Maria Giovanna Capelli, coordinatrice pedagogica dei servizi di Eureka e Giraffe Verdi, Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Nicoletta Corvi, assessora alle Politiche per l’infanzia del Comune di Piacenza.
Maria Scagnelli
“L’esperienza e la competenza maturate da Casa del Fanciullo in quasi ottant’anni di storia le hanno fatto comprendere che la coerenza, la continuità educativa e la professionalità fondata anche su solide basi valoriali forniscono una base sicura per la crescita dei bambini. Dare la possibilità di proseguire gli studi in un ambiente diventato familiare ritrovando stili ed approcci educativi che vanno in continuità con la scuola dell’infanzia crediamo possa essere una grande opportunità per le famiglie”.
Emiliano Sampaolo
“Giraffe Verdi nasce da un sogno condiviso: due cooperative che mettono insieme competenze e visioni per dare vita a un servizio all’avanguardia. Con l’introduzione di un approccio naturale ed esperienziale alla lingua straniera proponiamo alle famiglie una scuola in cui l’inglese è lingua di vita quotidiana. Lo accompagna una pedagogia fondata sulla ricerca e sulla scoperta, per non parlare dell’educazione all’ambiente nelle sue molteplici e meravigliose sfaccettature (perché no, anche sporcandosi, mani nella terra)”.
“Anche l’organizzazione degli spazi interni non è casuale, ma attentamente studiata per farsi facilitatrice di benessere e volano dello sviluppo, mettendo sempre il bambino al centro di ogni scelta. Per Eureka significa restare fedele alla propria vocazione: presidiare la qualità educativa e fare innovazione solo a partire da solide basi dettate dall’esperienza. Il tutto senza perdere l’ascolto di un territorio i cui bisogni mutano in fretta e chiedono risposte concrete. Il primo mese ci restituisce bambini sereni e genitori soddisfatti. È da qui che ripartiamo ogni mattina”.
Maria Giovanna Capelli
“A Giraffe Verdi il punto di partenza è il bambino, con le sue domande e con le strategie, anche emotive, attraverso cui prova a capire il mondo. Il nostro approccio è progettuale: non consegniamo risposte già pronte, ma costruiamo insieme ai bambini percorsi in cui fare, provare, sbagliare e riprovare. A quest’età il pensiero è già scientifico, perché interroga la realtà senza sosta, e all’adulto spetta sostenerlo, offrire strumenti per ‘imparare ad imparare’ più che contenuti da memorizzare. In questo disegno l’inglese trova posto con naturalezza, così che i bambini lo acquisiscano come accade ai figli di genitori bilingui. Lo stesso vale per la vita all’aperto: il parco de I Vaccari ci permette di attraversare tutte le stagioni, e il movimento libero nella natura nutre un corpo e uno spirito sani e, con quelli, la qualità degli apprendimenti”.
Roberto Reggi
“Siamo lieti di partecipare all’inaugurazione di questo progetto, che ha visto collaborare intensamente due realtà storiche del nostro territorio, Eureka e Casa del Fanciullo, nell’ottica di progettare più in grande di quanto avrebbero potuto fare da sole. Lavorare in rete è la chiave per generare più qualità e più innovazione. Ne è un bell’esempio questa nuova scuola che, in un ambiente familiare e a misura di bambini, sta sviluppando un modello educativo che coniuga insegnamento della lingua, vita all’aria aperta e continuità educativa.
La Fondazione di Piacenza e Vigevano ha sostenuto l’avvio di questo progetto in virtù del ruolo sussidiario che esercita nei confronti del sistema formativo. Non è nelle nostre competenze intervenire sui cicli scolastici che riguardano l’obbligo di istruzione, ma possiamo supportare e investire sull’offerta educativa nel suo complesso, creare condizioni migliori per le famiglie, cercare risposte al bisogno di servizi per l’infanzia, che in questa zona del territorio era particolarmente sentito. Vedere ora questa materna prendere vita, con i bambini che già possono giocare e crescere insieme negli spazi e nel parco, è una bellissima soddisfazione”.
Nicoletta Corvi
“L’inaugurazione di Giraffe Verdi arricchisce il sistema integrato dei servizi educativi della nostra città, la rete che mette in relazione strutture, competenze e professionalità a disposizione delle famiglie. Una proposta bilingue, costruita sull’esperienza di realtà radicate a Piacenza, amplia le possibilità di scelta dei genitori e coltiva nei bambini, fin dai primi anni, la sensibilità verso l’altro, verso lingue e culture diverse. Per l’Amministrazione la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro resta una priorità, e servizi capaci di modulare gli orari sulle esigenze di mamme e papà sono un sostegno concreto alla genitorialità. Giraffe Verdi s’inserisce inoltre nel percorso di continuità educativa che il Comune porta avanti da tempo con un gruppo di lavoro dedicato. Obiettivo: accompagnare ogni bambino lungo un cammino coerente, dai primi servizi educativi fino alla scuola primaria”.



La voce delle famiglie
Il primo mese di Roberto a Giraffe Verdi, nel racconto di mamma Elena
Il segnale più chiaro arriva la sera, a casa: Roberto è felice, racconta che ha corso molto all’aperto (una delle cose che ama di più), ha poi sperimentato nuovi giochi, mangiato con soddisfazione, e sta anche imparando una canzoncina in inglese. “È la prova che l’interazione funziona – osserva Elena -. Non c’è alcuno sforzo imposto o impegno dovuto sulla lingua, nessuna forzatura. Le maestre non fanno lezione, ma lasciano semplicemente che apprenda dal contesto immersivo, mentre si svaga, scopre cose nuove e si relaziona con gli amici. Per lui è un piacere”.
La famiglia conosceva già quel metodo. Roberto ha frequentato per due anni Bee English e, quando la scuola è confluita in Giraffe Verdi, i genitori hanno scelto di seguirla. “Volevo che si abituasse in maniera naturale a sonorità diverse dalle nostre – spiega Elena -. Credo che possa aiutarlo a fare meno fatica in futuro. Ho visto le maestre parlargli in inglese e non è mai apparso a disagio, anzi”.
La prima, ottima impressione offerta da Giraffe Verdi è affidata agli spazi: “Arrivando si notano subito le aree verdi, ampissime, molto curate e sicure, un valore aggiunto che ci ha immediatamente conquistati. Anche gli ambienti interni sono costruiti attorno alle esigenze dei bambini, pulitissimi e con un’attenzione all’igiene che balza all’occhio”. Per un bambino come Roberto, che ama stare all’aperto,è tuttavia proprioil parco ad essere cuore della giornata. “Ha un’estrema libertà di movimento – afferma sorridendo la madre -. Torna a casa raccontando di fango, sabbia e foglie, del cambio delle stagioni. Ne sono felicissima”.
Dalla prima riunione, quando Elena ha conosciuto la coordinatrice e una nuova insegnante entrata in organico accanto alle due maestre già note, il dialogo con la scuola non si è mai interrotto. “Sono tutte sempre disponibili e attente al confronto. Anche se noi genitori siamo, com’è naturale, un po’ apprensivi, questo non genera disagio e, anzi, ci sentiamo ben accolti. Ricordo ad esempio quando a Roberto è comparso un piccolo eritema dietro le ginocchia – spiega –: non solo se ne sono accorte subito, ma me l’hanno immediatamente segnalato per poi tenerlo costantemente d’occhio fino all’uscita. La presa in carico dei bambini a Giraffe Verdi è totale, la professionalità altissima”. Merito, secondo lei, anche di una regia organizzativa solida. “La coordinatrice è eccezionale. Frequenta la scuola, osserva le insegnanti, risponde a qualsiasi dubbio o domanda. Nulla è lasciato al caso”, conferma.
C’è infine un aspetto pratico che pesa sul quotidiano di chi lavora e che, nella nuova scuola bilingue di Piacenza, incontra una disponibilità non comune: “Per venirci incontro hanno proposto il pre-scuola dalle 7.30 e l’uscita tra le 16.00 e le 16.30: orari non solo poco consueti per una scuola dell’infanzia – chiarisce Elena -, ma di grande, concreto aiuto per chi deve destreggiarsi tra ufficio e famiglia. Ancora, quando abbiamo chiesto la possibilità di un post-scuola, nel giro di una decina di giorni si sono mossi per accontentare tutti, con pacchetti differenziati fino alle 18.00. Una disponibilità encomiabile”.
Mentre Roberto ha stretto le prime amicizie e con i nuovi compagni sta dimostrando un’ottima intesa, la madre ha confrontato le proprie impressioni con altri genitori, trovandoli tutti soddisfatti: “Abbiamo appena cominciato, è passato solo un mese, ma è una scuola che già mi sento di consigliare – dichiara senza mezzi termini –. Vale la pena fare qualche chilometro in più, come nel mio caso, pur di affidare mio figlio a professionisti sensibili quanto preparati, e a un ambiente dove i bambini possano sperimentare il privilegio di crescere nella natura (c’è perfino una fattoria didattica apposta per loro). Non solo: anche la possibilità di continuarne l’eccellente formazione nel medesimo contesto è un motivo in più che – conclude – basterebbe da solo a convincerci. Se Giraffe Verdi non l’avesse già ampiamente fatto”.



PER INFO
Cooperativa sociale Eureka www.eurekacoop.it
Mail: info@eurekacoop.it
Tel.: 0523-756677
Casa del Fanciullo www.casadelfanciullo.eu
Mail: segreteria@casadelfanciullo.eu
Tel.: 0523-506128
Perché una seconda lingua prima dei sei anni
Svariati studi hanno confermato come un bambino molto piccolo possa ancora imparare a distinguere e interiorizzarenaturalmente le specifiche sonorità di un’altra lingua, purché a parlargli sia una persona in carne e ossa. Nella ricerca sull’apprendimento linguistico precoce, del resto, istituzioni europee, ministeri e laboratori universitari convergono sul medesimo punto: cominciare presto conviene, e il modo conta quanto il momento. Nei bambini fra i quattro e i sei anni, tra i numerosi benefici dell’incontro anticipato e quotidiano con un’altra lingua (anche se da loro non parlata), figurano in particolare vantaggi circa la cosiddetta “teoria della mente”, cioè la capacità di attribuire pensieri e intenzioni agli altri, cogliendo con più facilità l’altrui punto di vista.
Ricerche ed esperimenti
All’Università di Liegi un gruppo di bambini francofoni seguiti in immersione linguistica in inglese dai cinque anni è risultato, dopo tre anni, più rapido dei coetanei nei compiti di attenzione. Uno studio successivo, con bambini della stessa età immersi in olandese, ha rilevato dopo sei anni una migliore flessibilità cognitiva e memoria di lavoro. A Portland, negli Stati Uniti, la RAND Corporation ha confrontato gli alunni ammessi per sorteggio a programmi bilingui (iniziati alla materna) con chi era rimasto escluso: i primi leggevano meglio in inglese, con un vantaggio di sette mesi in quinta e di nove in terza media anche tra i madrelingua. Nei Paesi Bassi le ricerche dell’Università di Groningen su bambini di quattro e cinque anni hanno registrato analoghi successi e confermato come l’immersività bilingue non comportasse alcun danno o pregiudizio all’uso della lingua madre.
A un’indagine elvetica va il merito d’aver dimostrato che l’inizio precoce porta a risultati ragguardevoli solo con un’esposizione lunga e intensa, mentre poche ore settimanali non producono esiti degni di considerazione. Ricerche spagnole, infine, attestano che il vantaggio cresca in proporzione diretta alla precocità e quantità di lingua ascoltata.
Lo stato dell’arte in Italia
A oggiben sei sistemi scolastici afferenti ai Paesi UE vedono lo studio di una lingua straniera obbligatorio prima dei sei anni (a partire dai tre nella comunità germanofona del Belgio, in Lussemburgo e Polonia). In Italia le nuove Indicazioni nazionali (Decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025), in vigore per la scuola dell’infanzia dall’anno scolastico2026/2027, prevedono la familiarizzazione con una seconda lingua attraverso approcci ludici, con un’attenzione particolare a suoni, toni e significati delle parole. Lo stesso testo riconosce ai contesti educativi all’aperto un’elevata valenza per l’apprendimento esperienziale.
Cooperativa sociale Eureka
Nata a Piacenza nel 1989 dall’impegno volontario di due associazioni cittadine, da allora ha fatto dell’educazione il proprio mestiere. La Cooperativa sociale Eureka accompagna infatti la crescita di bambini, ragazzi e adolescenti con percorsi pensati per il loro benessere e per la prevenzione del disagio sociale, aiutando nel contempo le famiglie a conciliare i tempi di cura con quelli del lavoro. Il suo primo presidente fu Roberto Reggi, oggi alla guida della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Il raggio d’azione si è gradualmente allargato: se già nel 1997 la cooperativa gestiva servizi di informazione e orientamento per i giovani, nel 2000 ha preso avvio il settore della prima infanzia, con nidi e scuole dell’infanzia, ma anche progetti di educazione ambientale. A questi si sono poi affiancati centri educativi per alunni della primaria e preadolescenti, sostegno educativo a scuola e in famiglia, aggregazione giovanile, centri estivi e soggiorni residenziali, oltre ai servizi per la disabilità e la tutela dei minori, attivi in città e in svariati comuni della provincia.
Un filo verde attraversa l’intera attività di Eureka: dalle escursioni guidate sul territorio all’outdoor education che oggi coinvolge anche nidi, centri educativi e servizi per la disabilità. Da questa scelta è nato, nel settembre 2020, l’Agriasilo Haiku, scuola dell’infanzia ospitata in un’azienda agricola. Nel frattempo prosegue l’attiva collaborazione con numerosi enti locali e sovralocali, ma anche fondazioni e università che assicurano, da un lato, alta formazione e aggiornamento continuo del personale della cooperativa e, dall’altro, una restituzione “dal” territorio di conoscenze utili a progetti istituzionali e di studio. Dal giugno 2026 Eureka è presieduta da Emiliano Sampaolo.
Cooperativa sociale Casa del Fanciullo
Era il 13 dicembre 1948, giorno di Santa Lucia, quando il frate francescano Gherardo Gubertini aprì a Piacenza la Casa del Fanciullo. Nella città del dopoguerra molti bambini vivevano per strada, tra vagabondaggio ed espedienti. Il religioso, già cappellano militare sul fronte russo, scelse di offrire loro un’innovativa formula d’accoglienza semiresidenziale accompagnata da educazione integrale, capace di mettere al centro il bambino e di coinvolgere le famiglie, abbracciando ogni dimensione della vita del minore, oltre a quella scolastica.
Quando la prima sede divenne troppo stretta, l’opera si ampliò a I Vaccari, dove ha casa ancor oggi. Nel 1984 Casa del Fanciullo ha assunto la forma di cooperativa sociale per la gestione dei servizi educativi e socio-assistenziali. Quattro anni più tardi il fondatore ha dato vita alla Fondazione Casa del Fanciullo, che amministra il patrimonio e sostiene minori come famiglie in difficoltà economica.
Il cuore della Casa del Fanciullo rimangono i servizi rivolti ai minori più fragili ma, nel tempo, l’opera ha compreso sempre più l’esigenza di garantire una scuola primaria paritaria a tempo pieno che oltre alla didattica tenesse conto dei valori, soprattutto francescani. L’ubicazione della scuola circondata da ampi spazi verdi, laboratori e servizi di pre e post-scuola si sono rivelati strumento fondamentale all’interno del suo progetto educativo.
Accanto a essa operano:
- la Comunità educativa residenziale “P. Gherardo” per minori dai 7 ai 18 anni;
- la Comunità La Bussola per neomaggiorenni;
- il centro socio-educativo “Tandem” (attivo dal 1985) per minori dagli 11 ai 17 anni; servizi domiciliari; progetti individualizzati;
- il centro estivo AttivaMente per preadolescenti;
- il centro estivo “La Casa del Bianconiglio”, aperto ai bambini dai 3 ai 14 anni con attività a contatto quotidiano con la natura.
Completano l’offerta interventi assistiti con gli animali, consulenza pedagogica e psicologica, mediazione familiare e progetti individuali per l’inclusione.
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