Francesco Baccini con il suo spettacolo “Canta e racconta” a Piacenza: Nel 1992 con “Nomi e Cognomi” volevo distruggere tutto, oggi bisogna ricostruire.
La musica incontra il racconto venerdì 6 novembre, in un appuntamento tra canzoni, pensieri e aneddoti personali, nell’ambito dell’evento Piacenza Terra di Passo 2.0. L’incontro-concerto con il cantautore ligure, un viaggio attraverso le esperienze di un percorso umano e artistico, è in programma alle 21.30 nella Sala dei Teatini, nell’ex chiesa di San Vincenzo. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Una serata tra musica e parole, aneddoti legati alle canzoni e racconti di vita personale, fede e incontri che hanno segnato il percorso artistico e umano di Francesco Baccini.
Francesco Baccini con il suo spettacolo “Canta e racconta” a Piacenza
«Sono il famoso figlio di un voto», racconta Baccini a Radio Sound. Prima di me c’era mia sorella, morta all’improvviso a soli tre anni. È stato un evento traumatico per i miei genitori, all’epoca già vicini ai quarant’anni. Mia madre pensava infatti di non poter più avere figli. Vicino a casa nostra, a Genova, c’è un santuario dedicato a San Francesco da Paola. Mia madre andò a chiedere una grazia e fece una promessa: se fosse nato un maschio lo avrebbe chiamato Francesco, se fosse nata una femmina Paola. Dopo circa tre anni sono nato io. E qui arriva lo scherzo del destino: sono venuto al mondo il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per ascoltare per la prima volta dal vivo alcuni brani del suo nuovo album, Nomi e Cognomi 2, uscito il 30 ottobre, e per scoprire il suo nuovo libro, pubblicato nella stessa giornata. Al termine dell’esibizione è previsto un momento dedicato al firmacopie e alla firma dei dischi.
Con il nuovo progetto discografico il cantautore torna, in qualche modo, sul luogo del delitto. Il primo Nomi e Cognomi, uscito nel 1992, conquistò pubblico e critica. C’è una differenza importante: 34 anni fa volevo distruggere tutto, ora bisogna ricostruire dalle macerie. Il dissing l’ho inventato io nel 1992, citando nomi intoccabili. Oggi, invece, lo fanno tutti, anche la mia vicina. Questo nuovo disco, al contrario, va in controtendenza. Mi è venuta così l’idea di realizzare questa seconda parte di Nomi e Cognomi, parlando soprattutto di persone di cui vale la pena ricordarsi, perché la musica rimane oltre noi. Personaggi che è giusto ricordare, come Tiziano Terzani, don Gallo o Francesco Nuti, solo per citarne alcuni. Poi, ovviamente, c’è anche una parte più ironica e satirica: questa volta, invece di fare un attacco frontale, non essendoci un altro Andreotti, mi sono inventato un onorevole in cui sono racchiusi tutti. Oppure mi sono divertito a realizzare un pezzo finto trap, in stile Baccini, che in realtà è il seguito di Margherita Baldacci.
Fede, vita e musica: quanto le esperienze personali sono fonte d’ispirazione per le tue canzoni?
Quando scrivo le canzoni aspetto quella che chiamo l’ispirazione divina. Non sono uno che si mette lì e dice: adesso ti faccio una canzone. Io aspetto, perché deve arrivare da sola. Non c’è un particolare processo di lavorazione. È per questo che parlo di ispirazione divina: il primo a stupirsi sono proprio io, perché cinque minuti prima quella canzone non esisteva. Del resto, come si può insegnare a scrivere una canzone? Non si può!.
Secondo Francesco Baccini, il problema della musica contemporanea non è l’assenza di artisti originali, ma la mancanza di spazi mediatici capaci di dare loro visibilità. Il cantautore ricorda come già all’inizio della sua carriera la sua musica fosse considerata troppo particolare e poco commerciale, una diversità che, al contrario, ha sempre rappresentato per lui motivo di orgoglio. Oggi, secondo l’artista, è più difficile emergere con qualcosa di davvero originale. Baccini auspica che possano continuare a trovare spazio voci capaci di rompere gli schemi, per evitare il rischio di un’omologazione generale: “La differenza che c’è tra noi, forse, è che l’intelligenza artificiale, fino adesso, non ha la fantasia, non ha la creatività“.
L’appuntamento a Piacenza con Francesco Baccini è stato reso possibile grazie all’intercessione di Pier Paolo Barbieri, agente televisivo e manager TV di origini piacentine, che, proprio in virtù del forte legame con la città natale, e l’amicizia con l’artista da una parte e con Roberto Carbonetti (Presidente di Fipe Piacenza) dall’altra, ha reso possibile la connessione tra Unione Commercianti e il cantautore Ligure.
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