“L’alleggerimento delle restrizioni per alcuni Comuni piacentini rappresenta una notizia positiva per gli allevatori, per le imprese della filiera suinicola e per le comunità interessate. Ma non possiamo considerare la riclassificazione di pochi territori come la conclusione dell’emergenza peste suina africana. Occorre conoscere l’evoluzione complessiva della malattia e soprattutto i risultati effettivamente conseguiti dalle misure di contenimento”.
Lo dichiarano Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di Rivergaro, intervenendo sul comunicato della Giunta regionale del 26 ottobre.
Castel San Giovanni e Calendasco fuori dalle restrizioni, Borgonovo e Ziano in zona I
“Castel San Giovanni e Calendasco escono dalle zone di restrizione, mentre Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino passano dalla zona II alla zona I. Si tratta di miglioramenti importanti, che devono essere riconosciuti. Rimangono però altri territori sottoposti a limitazioni e interrogativi sull’evoluzione della malattia nelle province emiliane e lungo l’Appennino”.
Nuova interrogazione sulla PSA: richiesti i dati dei casi dal 2022 al 2026
Tagliaferri richiama il lavoro istituzionale già svolto attraverso interrogazioni e accessi agli atti, riguardanti il contenimento dei cinghiali, la sorveglianza epidemiologica, il coordinamento operativo e le risorse impiegate.
“Abbiamo chiesto ripetutamente dati e risultati, perché il contrasto alla PSA non può essere valutato soltanto attraverso annunci e stanziamenti. Con una nuova interrogazione vogliamo conoscere l’andamento dei casi dal 2022 al 2026, distinguendo la situazione dei cinghiali da quella degli allevamenti, e verificare le attività effettivamente svolte nei diversi territori”.
Il confronto con Pavia e la Lombardia sulle riclassificazioni dei Comuni
Maloberti richiama il confronto con la provincia di Pavia.
“In provincia di Pavia le recenti riclassificazioni hanno interessato un numero di Comuni molto superiore rispetto a quello registrato in Emilia-Romagna. È una differenza che merita attenzione, pur tenendo conto delle diverse condizioni epidemiologiche e dell’estensione originaria delle zone sottoposte a restrizioni. Vogliamo capire quali risultati siano stati raggiunti e quali criticità rimangano ancora aperte”.
Fondi per biosicurezza, sorveglianza e depopolamento: la richiesta di trasparenza
Un altro punto riguarda le risorse finanziarie.
“Chiediamo un quadro trasparente dei finanziamenti utilizzati per biosicurezza, sorveglianza, depopolamento e sostegno agli operatori economici. Il confronto tra Emilia-Romagna e Lombardia deve essere effettuato su dati omogenei, distinguendo le risorse stanziate da quelle effettivamente impegnate e liquidate”.
Controllo della fauna selvatica, verifiche sulla convenzione regionale
Tagliaferri e Maloberti richiamano inoltre l’importanza di verificare l’attuazione della convenzione regionale per il controllo della fauna selvatica, attivata nell’ottobre 2026.
“Occorre sapere quali interventi siano realmente partiti, con quali obiettivi e quali risultati attesi, soprattutto nella provincia di Piacenza, che convive con questa emergenza dal gennaio 2022”.
“Servono risultati verificabili per cittadini, allevatori e imprese”
“Il contrasto alla PSA richiede la collaborazione di tutte le istituzioni competenti, dalla Struttura commissariale nazionale alle Regioni, dalle AUSL alle Province, fino agli operatori territoriali. Non intendiamo mettere in discussione i miglioramenti raggiunti, ma chiediamo che siano accompagnati da una valutazione completa, trasparente e verificabile”.
“Dopo quasi cinque anni dall’inizio dell’emergenza nel Piacentino, i cittadini e le imprese hanno diritto di conoscere non soltanto quali restrizioni vengono eliminate, ma anche quali interventi abbiano funzionato, quali problemi rimangano e quali risultati si intendano raggiungere nei prossimi mesi”.
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