“Un tentativo di spaccata in via Sant’Antonino, le rapine ai supermercati di settembre, la preoccupazione di chi lavora alle casse e chiude il punto vendita a fine giornata. A Piacenza la sicurezza delle attività commerciali è tornata al centro dell’attenzione”. Per il presidente provinciale di Confcommercio, Raffaele Chiappa, il tema si intreccia con un altro fenomeno: il progressivo impoverimento del tessuto commerciale.
LA NOTA DI RAFFAELE CHIAPPA
«Non possiamo considerare sicurezza e commercio due questioni separate. Il commerciante conosce il quartiere, nota quello che succede, è uno degli occhi della città. Non sostituisce le forze dell’ordine, ma contribuisce a tenere vivi e presidiati gli spazi. Meno attività significa meno servizi e anche meno persone che, durante la giornata, osservano ciò che accade».
Il legame tra sicurezza e tenuta dei negozi emerge anche dalla ricerca nazionale di Confcommercio sulle spaccate. Il 38,9% delle imprese del commercio e dei pubblici esercizi le indica come il reato predatorio percepito in maggiore aumento nel 2026. Il 34,8% dichiara di averne già subita una e, tra queste imprese, il 59,4% è stata colpita due o più volte. Quasi un’attività su due teme di subirne una nei prossimi mesi. Sono dati nazionali, che non descrivono automaticamente la situazione piacentina, ma mostrano quanto questi episodi possano incidere sulla vita delle attività.
«Quando una vetrina viene sfondata, il danno non è soltanto il valore di quello che è stato rubato: ci sono le riparazioni, il lavoro che si interrompe e l’insicurezza che resta. Le imprese investono in telecamere e allarmi, ma la prevenzione non può ricadere soltanto sui singoli esercenti. La sicurezza degli spazi aperti al pubblico riguarda tutta la comunità», osserva Chiappa.
Le rapine ai supermercati piacentini avevano suscitato preoccupazione anche tra i lavoratori, soprattutto tra chi si trova a gestire le chiusure serali. I sindacati avevano promosso un’assemblea e una manifestazione per chiedere maggiori tutele per commesse e cassiere.
«La tutela di chi lavora è parte dello stesso problema. Nessuno dovrebbe trovarsi ad affrontare da solo una situazione di pericolo: le procedure devono essere chiare e le persone devono sapere di poter contare su un sostegno adeguato», prosegue Chiappa.
Anche l’indice della criminalità del Sole 24 Ore è un motivo di preoccupazione per Confcommercio. Nel 2025 Piacenza ha registrato 10.103 denunce, 187 in più rispetto all’anno precedente (+1,8%), ed è salita dal 41° al 38° posto. Le rapine sono state 125 e i furti 4.176. L’indice non distingue i reati commessi ai danni delle attività commerciali, ma restituisce un quadro che, sottolinea Chiappa, merita attenzione.
«Sono numeri che guardiamo con attenzione. Per affrontare il problema servono un confronto stabile tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanze economiche, e strumenti che aiutino le imprese a investire nella prevenzione».
«Non si può chiedere ai commercianti di tenere aperte le proprie attività nonostante le tante difficoltà quotidiane, compresa quella della sicurezza, e poi restare fermi quando i problemi si manifestano. Confcommercio, a livello nazionale e locale, non resterà inerte».
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