Locali ancora aperti alle 22 e clienti che consumano alcolici, Trespidi: “L’ordinanza alla Lupa non viene fatta rispettare, così è carta straccia”

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«Un’ordinanza che non viene fatta rispettare diventa carta straccia. Ho effettuato un sopralluogo in piazzetta Barozzieri e nelle vie interessate dal provvedimento della Giunta Tarasconi e ho trovato il minimarket ancora aperto intorno alle 22, ben oltre l’orario consentito. Davanti al locale, inoltre, c’erano persone che bivaccavano e consumavano alcolici. Questa non è la Piacenza che vogliamo e soprattutto non è il risultato che la Giunta Tarasconi aveva promesso ai residenti».

Lo denuncia Massimo Trespidi, consigliere comunale della civica di centrodestra, dopo un sopralluogo nelle aree interessate dall’ordinanza di Palazzo Mercanti dell’11 agosto, con cui la Giunta ha esteso l’applicazione dell’articolo 18 del Regolamento di Polizia Urbana a vicolo Barozzieri, vicolo Moroni e al tratto di viale Pubblico Passeggio tra piazzale Roma e Stradone Farnese.

«Il Comune ha annunciato un giro di vite, ma bisogna vedere cosa succede realmente in strada. L’ordinanza stabilisce che le attività commerciali e artigianali, alimentari e non, devono rispettare l’orario dalle 6 alle 21. Un minimarket etnico alle 22 dovrebbe quindi essere chiuso. Se invece è ancora aperto, come ho documentato, qualcuno deve intervenire e verificare».

«Durante il sopralluogo ho visto una situazione che va esattamente nella direzione opposta rispetto a quella indicata dall’ordinanza: esercizio aperto oltre l’orario previsto, persone ferme davanti al locale e consumo di alcolici. Non è sufficiente approvare un provvedimento se poi non ci sono controlli. I residenti hanno diritto alla sicurezza, alla tranquillità e al decoro».

«In alcune ore e in alcuni punti sembra di essere in una zona completamente diversa da Piacenza: la sensazione è di trovarsi in una banlieue controllata da stranieri. Questo è il problema che l’Amministrazione deve affrontare senza girarci intorno».

Trespidi chiede quindi un presidio stabile delle forze dell’ordine nella zona. «Serve una presenza concreta nelle fasce più delicate, con controlli sugli esercizi e interventi sulle violazioni. L’ordinanza prevede sanzioni fino a 500 euro e, nei casi più gravi o reiterati, anche la sospensione dell’attività. Ma senza controlli rimane tutto sulla carta».

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