“Verde Pubblico: un patrimonio da gestire e portare a valore”: questo il titolo del convegno – tenutosi nei giorni scorsi alle Fiere di Parma nella cornice di GreenItaly, Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio – nell’ambito della quale è stato presentato il Piano di gestione del verde pubblico del Comune di Piacenza come strumento virtuoso e all’avanguardia, pensato per preservare e rinnovare il patrimonio alberato cittadino in risposta alle sfide climatiche attuali. L’iniziativa è stata promossa da Vsafe s.r.l., spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Parma e dell’Ordine degli Architetti della città ducale.
Esperti, docenti universitari e amministratori locali si sono dati appuntamento per discutere della gestione sostenibile del patrimonio naturale urbano e del valore economico ed ecologico dei servizi ecosistemici.
Cuore del convegno, aperto dal docente di Economia Agroambientale dell’Università Cattolica Gabriele Canali, presidente di Vsafe s.r.l. – che ha rimarcato la necessità di una visione integrata per trasformare il verde urbano in una leva di sviluppo e sostenibilità – è stata la presentazione del Piano di gestione del verde pubblico di Piacenza. A illustrarne contenuti e caratteristiche innovative, gli agronomi Emanuela Torrigiani – referente del gruppo di redazione – e Michelangelo Martino, del Servizio Verde del Comune di Piacenza.
La ricercatrice ed esperta ambientale di Vsafe Beatrice Reggiani ha poi approfondito Valore Verde, modello progettato per quantificare e monetizzare i servizi ecosistemici offerti dal verde urbano. Lo strumento è stato applicato nel Piano di gestione per valutare l’intervento di rigenerazione di un viale alberato esistente (via Stradella). A questo scopo è stata condotta un’analisi sociale costi-benefici che ha stimato il valore potenziale per la collettività, generato dal progetto, nell’arco di trent’anni.
“Il verde urbano non può più essere considerato soltanto un elemento estetico o ornamentale, ma una vera e propria infrastruttura fondamentale per rendere i centri urbani più vivibili, resilienti ai cambiamenti climatici e capaci di generare un concreto benessere economico e sociale”: una prospettiva oggi più che mai necessaria e condivisa, sottolinea il vicesindaco e assessore alla Gestione del Patrimonio pubblico di Piacenza Matteo Bongiorni, che ha partecipato, nell’occasione, alla tavola rotonda incentrata sulle buone pratiche di censimento, pianificazione e valorizzazione del territorio, nonché sulle opportunità offerte dai finanziamenti e dai bandi regionali, nazionali ed europei. Oltre a Bongiorni, sono stati chiamati a portare la propria esperienza anche il sindaco di Calendasco Filippo Zangrandi, l’assessore ai Lavori Pubblici di Sorbolo Mezzani Marco Comelli, la consigliera dell’Ordine degli Architetti di Parma e funzionaria del Comune di Fiorenzuola D’Arda Paola Maini e Massimiliano Zucchi, funzionario tecnico del Comune di Noceto.
“Ringrazio l’Università Cattolica e Vsafe – rimarca Bongiorni – per aver organizzato questo momento di confronto, che credo sia stato utile e costruttivo. C’è inoltre la soddisfazione di aver portato il Piano di Gestione del Verde di Piacenza come azione di innovazione positiva, e questo testimonia soprattutto il lavoro prezioso ed efficace che il Servizio Verde sta portando avanti in questi anni. Conoscere, avere consapevolezza e implementare il contributo dei dati nella gestione del patrimonio è un valore che dobbiamo continuare a perseguire. Oggi stiamo testando questo Piano di Gestione e monitorandone l’applicazione, osservandone l’efficacia soprattutto in termini di sicurezza e con riferimento ai cambiamenti climatici da cui siamo investiti”.
“Altrettanto importante – conclude il vicesindaco – è la relazione tra le diverse competenze: dobbiamo necessariamente lavorare per un cambio di paradigma che armonizzi tra loro le infrastrutture urbane, di cui il patrimonio arboreo fa ormai parte a pieno titolo. Siamo alla ricerca di un equilibrio che deve trovare concretizzazione in un periodo medio-lungo, per il quale possiamo dire di aver gettato solide basi. Resta infine un tema fondamentale: riuscire a trasmettere maggiore consapevolezza alla comunità e collegare il tutto anche alle segnalazioni che la cittadinanza sottopone quotidianamente al Comune”.
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