Cgil: “Precari della giustizia, dopo il PNRR serve responsabilità politica e non passi indietro”

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L’assemblea dei lavoratori del Tribunale di Piacenza, svoltasi martedì 10 febbraio 2026 nell’ambito della vertenza nazionale che FP CGIL porta avanti da quattro anni, evidenzia come il personale assunto con i fondi del Pnrr oggi è indispensabile per il funzionamento degli uffici giudiziari.

“Non ci stanchiamo di ribadire che aver portato a casa 9368 stabilizzazioni è un risultato molto importante, ma non sufficiente” – dichiara Melissa Toscani, responsabile Funzioni Centrali Fp Cgil Piacenza – “abbiamo già perso 6500 professionalità in tutta Italia: lavoratori che hanno scelto di partecipare ad altri concorsi, anche di livello inferiore, pur di avere un lavoro stabile. A Piacenza almeno un terzo del personale a tempo determinato ha fatto questa scelta, e si avverte già la differenza”.

A livello nazionale restano fuori dalla stabilizzazione circa duemila persone

“Le risorse straordinarie del PNRR – prosegue Toscani – dovevano servire ad avviare un cambiamento strutturale, che camminasse poi con le proprie gambe. Il ragionamento portato avanti per anni dal governo, invece, è stato un altro: finché ci sono i fondi si investe e si sperimentano modelli efficaci come l’Ufficio per il Processo; finiti i fondi, si chiude tutto. Questa non è programmazione: è irresponsabilità politica. Se pensiamo che oggi circa il 30% del personale è precario, e che contiamo dai 1.500 ai 2000 pensionamenti all’anno vista l’età media del personale di ruolo,  è facile immaginare cosa succederà se non si approfitta di questa occasione per portare a regime l’Ufficio per il Processo e stabilizzare tutto il personale. “

Già oggi vediamo la sofferenza di alcune cancellerie che, a differenza di altre, non hanno potuto beneficiare dell’apporto del personale a tempo determinato. Pensare di poter tornare alla situazione pre-2022 significa voler definitivamente affossare le attività degli uffici giudiziari.

“La giustizia non si velocizza con riforme costituzionali che hanno ben altri obiettivi” – conclude Toscani “Si velocizza organizzando il lavoro e investendo sul personale. È necessario che il governo programmi da subito la proroga dei contratti di coloro che non rientreranno in questa prima stabilizzazione e proceda nella prossima Legge di Bilancio allo stanziamento delle risorse per completare anche il loro passaggio in ruolo”.

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