I segretari generali territoriali intervengono sull’aumento del Piano economico e finanziario approvato da Atersir: «Servono trasparenza sui costi, confronto con le parti sociali e misure concrete per tutelare redditi e pensioni».
LA NOTA DEI SINDACATI
L’impegno crescente richiesto nella raccolta differenziata non può tradursi nell’ennesimo aumento delle tariffe. Occorre un confronto con le parti sociali e con le amministrazioni locali. CGIL, CISL e UIL di Piacenza intervengono sul Piano economico e finanziario del servizio rifiuti approvato da Atersir, che prevede un ulteriore incremento dei costi presentato ai territori a ridosso delle scadenze per l’approvazione.
A pagare saranno ancora le famiglie
«A pagare gli effetti diretti di queste decisioni saranno ancora una volta le famiglie, i lavoratori e i pensionati», dichiarano i segretari generali territoriali. «Nel Piacentino cittadini, condomini ed esercizi commerciali stanno facendo la propria parte: cresce la raccolta differenziata e aumentano gli adempimenti, le regole di conferimento, le dotazioni obbligatorie e le responsabilità poste in capo agli utenti. A questo maggiore impegno dovrebbero corrispondere un servizio più efficiente, costi più trasparenti e tariffe più eque. Invece assistiamo a nuovi aumenti, senza che sia stato garantito un confronto preventivo e reale con i territori e con le parti sociali».
Per CGIL, CISL e UIL la vigilanza su prezzi e tariffe rappresenta un terreno fondamentale dell’azione sindacale, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a erodere salari e pensioni.
Continui aumenti
«L’aumento della Tari si aggiunge alle bollette energetiche, alle spese per la casa, agli alimentari e a tutti gli altri rincari che pesano sui bilanci familiari. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i nuclei a reddito medio e basso, che incontriamo quotidianamente nelle nostre sedi e nei luoghi di lavoro. Difendere salari e pensioni significa anche impedire che decisioni assunte senza un adeguato confronto scarichino nuovi costi su chi ha meno possibilità di sostenerli».
I sindacati esprimono preoccupazione anche per la condizione dei Comuni, molti dei quali, a causa di bilanci già fortemente compressi, non dispongono delle risorse necessarie per attenuare gli aumenti a carico dei cittadini.
«Non è accettabile che i Comuni vengano messi davanti a decisioni già definite e che, alla fine, l’unica soluzione sia trasferire i maggiori costi sulle bollette. Occorre conoscere nel dettaglio le ragioni degli aumenti, verificare l’efficienza del servizio e valutare ogni possibilità di contenimento delle tariffe».
Si apra un tavolo di confronto
CGIL, CISL e UIL chiedono quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Atersir, Iren, Comuni e parti sociali.
«Chiediamo trasparenza sui dati e sulla formazione dei costi, tempi adeguati per esaminare i documenti prima delle scadenze e una partecipazione effettiva dei territori alla costruzione dei prossimi Piani economici e finanziari. Il confronto non può essere convocato quando le decisioni sono già state prese: deve avvenire prima, per tutelare concretamente famiglie, lavoratori, pensionati e imprese».
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