“Se quelle che stiamo vivendo in questo primo mese di inizio lavori possono essere considerate “normali” condizioni operative non osiamo immaginare cosa possa accadere in seguito e, ancora peggio, ad impianto in esercizio”. Così inizia la nota del comitato “RinnoviAMO SARMATO”, contrario all’impianto a biometano di cui è già iniziata la costruzione. E proprio in merito al cantiere, dopo la segnalazione di una nube polverosa scaturita dai lavori, oggi il comitato lancia l’allarme in merito a un disagio legato all’inquinamento acustico.
LA NOTA DEL COMITATO
Dopo il disagio dell’inizio mese in relazione alla nube polverosa biancastra, alcalina irritante per gli occhi e le vie respiratorie (con buona pace degli abitanti di prossimità che soffrono di malattie polmonari) per la quale abbiamo ampliamente argomentato con esami di laboratorio indipendenti che trattasi di calce al 92,2% (stiamo ancora attendendo la replica di Arpae che continua a sostenere che si tratta di polvere di cantiere), si è aggiunto da almeno le ultime due settimane il problema dell’inquinamento acustico dovuto al funzionamento di due trivelle meccaniche operanti in via continuativa dalle ore 07:00 di tutti i giorni feriali.
A nulla finora sono valse le proteste dei cittadini e l’esposto presentato da questo Comitato; paradossalmente ci si trova di fronte ad un rimbalzo di competenze che vede Arpae impossibilitato ad operare i necessari controlli se non richiesti dal Sindaco e dall’altra parte l’amministrazione che evidentemente deve soffrire di problemi di udito.
Traiamo questa triste conclusione: i cittadini non possono e non devono essere ascoltati dalle istituzioni in quanto figli di un Dio minore. Ne prendiamo atto! Nel frattempo segnaliamo ai media locali quanto sta accadendo (visto il repentino e continuo silenzio istituzionale) argomentando come nostro costume le anomalie e le irregolarità rilevate con foto e video. Precisiamo, anticipando eventuali dotti distinguo, che lo strumento utilizzato per il rilievo dei valori decibel rilevati NON è uno strumento professionale, ma riteniamo possa essere un buon punto di partenza per definire il reale quadro del disagio rilevato.

Alleghiamo l’esposto presentato che evidenzia sforamenti della normativa vigente e due video girati dai singoli cittadini che dimostrano le condizioni nelle quali sono costretti a subire. Aggiungiamo infine che le foto realizzate, ribadiamo con un fonografo NON professionale, sono state realizzate in “zona gialla” (aree residenziali) per le quali vige un limite di classe II dBA diurno-notturno 55-45 mentre i limiti in ambito cantiere sono indicati come classe III dBA diurno-notturno 60-50 (vedi tavola “stato_di_progetto_2005_1072012-92730.pdf”); tutti i parametri rilevati, fatti salvi le tolleranze dello strumento non professionale, dimostrano uno sforamento dei limiti di inquinamento acustico.
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