Capodanno, Lertora (Fipe): “Cenone a casa a causa del super Green Pass. Nei ristoranti molti più controlli” – AUDIO

Ultimo dell’anno, Lertora (Fipe): “Cenone a casa a causa del super Green Pass. Nei ristoranti molti più controlli che in ambito domestico” - AUDIO

Capodanno, Lertora (Fipe): “Il super Green Pass porta alla scelta di fare il cenone a casa. Nei ristoranti molti più controlli”. Dopo aver passato l’ultimo Natale chiusi in casa, gli italiani sono pronti a tornare nei locali per celebrare la festa più sentita dell’anno. Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione dei Pubblici esercizi, però pesa ancora la situazione di incertezza determinata dall’incidenza della pandemia. Ad alimentare le incognite, si aggiungono da un lato il peggioramento dell’emergenza sanitaria, dall’altro il nuovo super green pass

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Le prenotazioni per i giorni di Natale stanno arrivandocommenta Cristian Lertora Presidente di Fipe Piacenzama il problema sono le cene aziendali e tra amici che solitamente si fanno durante questo periodo. Infatti chi ha un parente o un amico non vaccinato ha disdetto la prenotazione preferendo riunirsi in altri ambiti. Anche l’ultimo dell’anno tanti cittadini stanno scegliendo di rifarlo in casa considerate le limitazioni del Green Pass rafforzato. Il vero problema qual è? Che rimanendo a casa non si rispettano le regole come nei avviene invece nella maggior parte dei locali pubblici. A causa di questa situazione probabilmente a gennaio ci sarà una impennata dei contagi. 

Capodanno, Lertora (Fipe): “Cenone a casa a causa del super Green Pass. Nei ristoranti molti più controlli che in ambito domestico” – AUDIO

I risultati dell’analisi di Fipe sull’incidenza del Green Pass rafforzato nelle scelte degli italiani

Il 48,1% dei ristoratori intervistati prevede un impatto significativo del provvedimento sul totale delle prenotazioni, mentre il 12,4% preferisce non lanciarsi in alcuna ipotesi per il momento. Ciò che appare evidente, invece, è che cominciano ad arrivare le prime disdette anche se, per il momento, sono ancora poche. Solo il 4,4% degli imprenditori segnala passi indietro da parte degli avventori.

Tuttavia per 6 ristoratori su dieci le aspettative rimangono positive o molto positive, a fronte di un 30% di gestori che, al contrario, vede un Natale ancora in chiaroscuro.

“Dicembre è un mese estremamente delicato per il mondo della ristorazione – spiegano dall’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio – da solo vale il 10% del fatturato dell’anno e dunque l’attenzione è massima. In questo 2021 saremo ancora lontani dai livelli precovid: la nostra previsione per il mese è infatti di 7,1 miliardi di euro, a fronte degli 8,8 miliardi del 2019. Una flessione del 19,4% sul quale pesa sicuramente la contrazione dei flussi turistici internazionali, anche in conseguenza delle misure restrittive adottate dal Governo, ma anche la riduzione degli eventi aziendali, per i quali registriamo numerose cancellazioni”.

Cresce, infine, la previsione di spesa degli italiani per il menu delle feste: dai 56 euro del 2019 siamo passati a 60 euro di media. Nel 13,7% dei locali si potranno spendere meno di 40 euro, nel 42,7% dei casi il conto oscillerà tra le 40 e le 60 euro, mentre nel 43,6% dei ristoranti si supereranno le 60 euro. Secondo le stime di Fipe-Confcommercio, dunque, la spesa complessiva degli italiani si assesterà attorno ai 266 milioni di euro. A farla da padrone, anche quest’anno, saranno i menù a prezzo fisso: formula scelta dal 78,8% dei gestori, con il 44,7% che ha deciso di includere anche le bevande, mentre il 34,1% ha preferito escluderle.

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