Per secoli le donne hanno scritto di nascosto, con altri nomi o senza firma, eppure hanno cambiato il mondo attraverso la parola. Dall’ultimo libro di Dacia Maraini prende forma un percorso tra queste figure, dalle mistiche alle cortigiane, dalle monache ribelli alle rivoluzionarie, rimaste ai margini della storia della letteratura anche quando l’avevano trasformata.
Attorno a loro si intreccia la memoria personale di una delle voci più importanti della nostra letteratura, che di molte di quelle scrittrici si è nutrita e che a sua volta ha attraversato un secolo di battaglie per la libertà delle donne. Un incontro per riscoprire come la scrittura, per chi non aveva voce, sia stata una forma di libertà, e per lasciarsi raccontare da chi quella storia l’ha vissuta e continua a scriverla.
“Oggi, siccome le comunicazioni sono fatte soprattutto da remoto, virtuali, la gente ha bisogno invece di incontrare le persone faccia a faccia. E qui mi pare che questo sia stato preso sul serio, quest’idea di riunire le persone per farle incontrare su temi che volta per volta, come abbiamo detto, che questa volta è attraversare, e fa pensare al mare, fa pensare ad attraversare gli oceani, viaggiare, attraversare le epoche, attraversare le esperienze: ci sono tanti modi di attraversare. Però io credo che dove ci sono libri, pensieri, riflessioni è un modo di ribadire, di praticare la democrazia”.
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