«Che 24 imprese piacentine ricevano oltre 300mila euro è certamente una buona notizia e non ho alcuna difficoltà a riconoscerlo. Ma prima di appuntarsi medaglie al petto bisognerebbe raccontare tutta la storia. Perché dietro i numeri celebrati dal collega Quintavalla ce n’è uno che merita molta più attenzione: il bando regionale ha raggiunto il tetto massimo delle 400 domande ed è stato chiuso dopo appena cinque giorni».
Così Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, interviene sull’esito del primo bando regionale FESR dedicato alle certificazioni volontarie di processo, servizio e gestione aziendale.
«I dati ufficiali della Regione – sottolinea Tagliaferri – dicono che lo sportello si è aperto il 16 aprile e avrebbe dovuto rimanere disponibile fino al 15 maggio. Invece, alle 18.14 del 21 aprile, era già stato raggiunto il limite delle 400 domande previsto dal bando e la procedura è stata chiusa anticipatamente».
Delle 400 domande complessivamente presentate, 353 sono risultate ammissibili e 350 sono state finanziate. La dotazione iniziale di 3 milioni di euro è stata successivamente incrementata di 1,5 milioni, arrivando a quasi 4,5 milioni e consentendo il finanziamento dei progetti ammissibili. Gli investimenti complessivamente attivati ammontano a circa 8,4 milioni di euro.
«L’incremento delle risorse è positivo – prosegue Tagliaferri – e sarebbe assurdo sostenere il contrario. Ma risolve il problema di chi era riuscito a presentare la domanda, non risponde alla domanda che nasce dalla chiusura anticipata dello sportello. Se 400 richieste sono arrivate in cinque giorni, quante altre imprese stavano preparando la domanda? Quante avevano già iniziato a predisporre il progetto e non hanno potuto presentarlo? E quante erano piacentine?».
Per Tagliaferri è questo il dato necessario per valutare compiutamente la prima edizione della misura.
«Non inventiamo un numero che oggi non abbiamo. Chiediamo alla Regione di dirci se quel numero esiste. Sarebbe interessante sapere quanti accessi e pratiche in compilazione risultassero sulla piattaforma Sfinge al momento della chiusura, quante richieste di assistenza siano pervenute successivamente e se siano disponibili altri elementi che consentano di stimare la domanda rimasta insoddisfatta».
Il consigliere di Fratelli d’Italia sottolinea inoltre come il bando prevedesse un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, incrementabile di 15 punti in presenza delle premialità previste, con un massimo di 30mila euro per progetto.
«Quindi – continua Tagliaferri – nessuno sminuisce il risultato ottenuto dalle 24 realtà piacentine. Sono imprese che hanno investito sulla propria competitività e meritano di essere sostenute. Proprio la loro risposta, però, dovrebbe suggerire alla Regione una riflessione sulla dimensione della misura».
E conclude:
«Quintavalla dice che le imprese piacentine hanno “colto un’occasione importante”. Vero. Ma un’amministrazione dovrebbe preoccuparsi anche di capire quante imprese quell’occasione non hanno materialmente potuto coglierla. Se un bando programmato per un mese esaurisce il numero massimo di domande in cinque giorni, non abbiamo soltanto la fotografia di un successo: abbiamo anche un’indicazione molto chiara sulla dimensione della domanda delle nostre imprese.
Perciò, anziché limitarci alla soddisfazione, chiediamo alla Regione di fare due cose: misurare l’eventuale domanda rimasta fuori e dire fin d’ora se intende rifinanziare o replicare la misura.
Le imprese piacentine hanno fatto la loro parte. Ora vediamo se la Regione saprà trasformare il successo che rivendica in una seconda opportunità per chi non è riuscito a entrare nella prima».
Iscriviti per rimanere aggiornato!
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
