Il 2025 del 118, oltre 32 mila interventi e tempi di soccorso inferiori agli standard nazionali. Nani lascia la guida dopo vent’anni: al suo posto Roberta Barbieri – AUDIO

Oltre 32mila interventi in un anno, tempi di soccorso inferiori agli standard nazionali e una gestione delle emergenze gravi che supera ampiamente i parametri regionali. Sono questi alcuni dei dati emersi nel corso dell’evento dedicato al sistema di emergenza territoriale 118 di Piacenza svoltosi allo Spazio Rotative di Libertà. L’incontro ha visto la partecipazione di circa un centinaio tra professionisti del soccorso, volontari, autorità e rappresentanti delle istituzioni ed è stato occasione per raccontare il lavoro quotidiano di un sistema che garantisce una risposta tempestiva ed efficace ai cittadini.

IL BILANCIO 2025

Nel 2025 il 118 di Piacenza ha gestito 32.389 interventi attivati dalla Centrale operativa. Una volta giunti sul posto, sono state 33.449 le valutazioni sanitarie effettuate dagli operatori.

In base alla chiamata iniziale – ha evidenziato Enrica Rossi, direttore Emergenza urgenza 118 –  il 51% era rappresentato da codici verdi (17.087 interventi) e il 32% di codici gialli (10.755). I codici rossi, ovvero le emergenze più gravi, riguardavano il 14% (4.372 casi), mentre i codici bianchi si attestavano al 4% (175 interventi).

L’analisi successiva, effettuata direttamente dagli operatori sul campo, restituisce un quadro ancora più preciso: il 65% degli interventi si conferma come codice minore (21.600 casi), mentre nel 17% dei casi (5.543 interventi) non è stato necessario il trasporto in ospedale. I casi potenzialmente critici rappresentano il 15% (5.137), quelli critici il 2% (778)

Particolarmente significativo – ha poi aggiunto il coordinatore Alessandro Gandolfi – è il dato sui tempi di intervento: a Piacenza il tempo medio di soccorso è pari a 13 minuti, ben al di sotto dello standard ministeriale di 18 minuti.

Alta anche la qualità nella gestione delle emergenze più gravi. L’utilizzo di mezzi di soccorso avanzati nei codici rossi raggiunge il 95,5%, superando ampiamente lo standard regionale fissato oltre l’80%. In pratica, quasi tutti i casi più critici vengono gestiti con il massimo livello di competenza disponibile.

L’evento è stato l’occasione per porre l’accento su una caratteristica peculiare del sistema Piacenza, una rete consolidata e integrata che vede lavorare insieme Azienda Usl e associazioni di volontariato

Anpas, con 16 mezzi schierati sul territorio, ha partecipato a 19.234 interventi, con oltre 102mila ore di attività; Croce Rossa Italiana, con 11 ambulanze, a 13.112 interventi per quasi 60mila ore.

I professionisti Ausl, che contano su 8 mezzi, hanno fatto poco meno di 11mila soccorsi, per un totale di oltre 61mila ore di attività. 

Un modello organizzativo che consente di garantire una copertura capillare e una risposta modulata in base alla gravità delle situazioni.

Rossi e Gandolfi hanno evidenziato anche la crescita dell’attività dell’elisoccorso: nel 2025 si registrano 261 interventi (240 diurni e 21 notturni), rispetto ai 237 del 2024. In particolare, risultano quasi raddoppiati gli interventi notturni, segno che la collaborazione con i Comuni per l’individuazione delle piazzole di atterraggio è stata decisiva per rafforzare ulteriormente il sistema. 

“Questi dati – ha sottolineato Ruggero Corso, direttore del Dipartimento Emergenza urgenza e Area critica che ha aperto l’evento insieme ad Alessandro Miglioli, presidente del Cda della Fondazione Ronconi Prati – raccontano un sistema che funziona e che ogni giorno, grazie al lavoro integrato di professionisti e volontari, riesce a garantire una risposta tempestiva, appropriata e di qualità ai bisogni di emergenza dei cittadini”.

LA STORIA E UNO SGUARDO AL FUTURO: IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE TRA NANI E BARBIERI

Nel corso della tavola rotonda “20 anni di 118: cosa è cambiato e quale futuro”, condotta dalla giornalista Marzia Foletti, si sono confrontati Stefano Nani e Roberta Barbieri, dirigenti delle Professioni sanitarie dell’Azienda Usl di Piacenza insieme a Paolo Rebecchi, coordinatore Anpas e Giuseppe Colla, presidente Croce Rossa.

Dal confronto sono emersi tre elementi chiave: un sistema cresciuto e consolidato nel tempo, una rete che funziona grazie all’integrazione – non solo sanitaria – e, soprattutto, il valore delle persone, vero filo rosso che tiene insieme l’intero modello.

L’incontro è stato anche l’occasione per un passaggio particolarmente significativo: quello di testimone tra Nani, oggi direttore di Distretto di Ponente ma per oltre vent’anni punto di riferimento del 118, e Barbieri, chiamata a proseguire questo percorso.

UN SISTEMA CHE FUNZIONA, CHIAMATO A NUOVE SFIDE

“Il 118 – ha concluso il direttore generale Ausl Paola Bardasi – è uno degli esempi più concreti di sanità pubblica che funziona. Un sistema che tiene insieme competenze, organizzazione e territorio, e che grazie all’integrazione tra professionisti e volontari riesce a garantire ogni giorno risposte tempestive, appropriate e di qualità ai cittadini.

La sfida ora è continuare a evolvere, rafforzando ulteriormente l’integrazione, valorizzando le competenze e rispondendo a bisogni sempre più complessi, per mantenere nel tempo questo livello di efficacia e vicinanza alle persone”.

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