Medicine di gruppo evolute, Barbieri (civica centrodestra): “Ausl e Regione facciano chiarezza sulla gestione del servizio”

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“L’annunciata introduzione delle cosiddette AFT (Medicine di Gruppo Evolute), con la gestione all’interno di esse anche delle richieste provenienti dal numero 116-117 sta creando preoccupazione sia nei medici di medicina generale sia, di conseguenza, nella cittadinanza”. Per questo motivo, il capogruppo della civica di centrodestra Patrizia Barbieri chiede in un’interrogazione urgente rivolta al Sindaco Tarasconi nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale “di attivarsi per un tavolo di confronto urgente con AUSL / Regione e tutte le rappresentanze sindacali interessate, al fine di fornire alla cittadinanza risposte chiare in merito ad un servizio quale quello del 116 – 117 che deve essere attuato con modalità volte a garantire la salute dei cittadini”.

LA NOTA DI PATRIZIA BARBIERI

L’ex primo cittadino osserva come “l’Accordo Integrativo Regionale introdurrebbe infatti modifiche organizzative che, nei fatti, non sarebbero sostenibili per i medici di medicina generale rischiando di compromettere la qualità dell’assistenza ai cittadini, e un sindacato come SNAMI, che rappresenta nel territorio piacentino la quota maggioritaria dei medici di medicina generale, non ha sottoscritto l’accordo per l’insostenibilità delle condizioni di lavoro ed il rischio per la salute pubblica”.

La sovrapposizione di funzioni

“La principale criticità – spiega Barbieri – riguarderebbe la sovrapposizione di funzioni poiché si ipotizza che, all’interno delle medicine di gruppo “evolute”, vengano convogliate anche le richieste provenienti dal numero 116-117, con la conseguente gestione diretta delle telefonate da parte dei medici già impegnati nell’attività ambulatoriale. Da ciò conseguirebbe una duplicazione di attività per il medico, che potrebbe trovarsi a dover rispondere a chiamate con possibili contenuti clinici urgenti mentre sta già visitando i propri pazienti. Non si tratterebbe quindi di una semplice integrazione organizzativa, ma di una vera e propria duplicazione di attività svolte nello stesso momento”.

Il carico di lavoro

“È evidente – continua ancora il capogruppo di Barbieri Sindaco – Trespidi con Liberi – che una simile impostazione non considera l’attuale carico di lavoro del medico di medicina generale, che gestisce mediamente fino a 1.800 assistiti e che già svolge visite ambulatoriali e domiciliari, attività certificativa e utilizza strumenti di telemedicina. Si andrebbe ad aggiungere pertanto un’ulteriore attività chiedendo al medico di fare ancora più cose. Simili condizioni organizzative non risulterebbero attuabili e il rischio è che si traducano in un danno alla salute dei cittadini poiché un medico sovraccaricato non può certo garantire livelli ottimali di attenzione, tempestività e appropriatezza con l’evidente pericolo di rendere un servizio inadeguato per la collettività”.

Evidenziando come sarebbe certo più corretto che la gestione delle richieste del 116-117 venisse affidata a personale dedicato, senza sovrapporre tali funzioni “all’attività ambulatoriale ordinaria dei medici di medicina generale con il rischio concreto di non rispondere ai bisogni clinici urgenti delle persone”, Barbieri chiede quindi alla massima autorità sanitaria locale di attivarsi sia per il tavolo di confronto con Ausl, sia per ottenere dalla stessa “una relazione scritta dettagliata sul piano organizzativo al fine di verificare la sostenibilità dell’accordo sulle AFT  con un percorso dedicato al 116-117, in modo da garantire la effettiva sostenibilità del lavoro dei medici di medicina generale, e garantire così un servizio adeguato per la collettività”.

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