Verde pubblico: su 14 mila alberi censiti sono 900 gli osservati speciali, 55 da abbattere

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Una sezione del sito web comunale dedicata al monitoraggio del patrimonio arboreo pubblico, in corso in questo periodo e incentrata, innanzitutto, sulla tutela della sicurezza e il fabbisogno manutentivo: è online da oggi, martedì 3 febbraio, nella pagina comune.piacenza.it/verde e riporta anche la scheda dettagliata di ciascun esemplare oggetto di valutazione tecnica. “Una scelta di trasparenza amministrativa e condivisione delle informazioni – spiega il vice sindaco Matteo Bongiorni – che risponde sia alla positiva attenzione e sensibilità che la comunità piacentina dimostra su questo tema, sia ad alcuni spunti emersi in sede di dibattito consiliare, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e la consapevolezza collettiva in materia”.

Il piano del rischio

“I nuovi strumenti gestionali di cui disponiamo, dal Censimento puntuale degli alberi al Piano del Rischio – aggiunge Bongiorni – consentono una programmazione più efficace degli interventi da attuare. L’obiettivo è quello di tutelare sia il patrimonio arboreo, per i preziosi servizi ecosistemici che offre alla città, sia la sicurezza dei cittadini nel caso di piante danneggiate, malate o a fine vita”.

“Questo è possibile anche grazie alla crescita e alla professionalità dell’Ufficio Verde comunale, che da anni porta avanti con continuità un lavoro prezioso in cui sono determinanti il calcolo del rischio in caso di alberature instabili o pericolanti e la responsabilità – in capo ai tecnici coinvolti – di proteggere l’incolumità di cose e persone, oltre a conservare e gestire al meglio il patrimonio stesso. Certo, è impossibile azzerare i rischi, ma l’aver portato ormai a regime una costante attività di osservazione delle piante sul territorio urbano consente di tutelare al massimo i cittadini e l’ente stesso, con particolare attenzione anche alle azioni preventive che si possono mettere in campo”.

Gli esemplari censiti

Dei 14.000 esemplari arborei finora censiti, ne sono stati messi sotto osservazione circa 900, selezionati – a seguito delle indagini svolte in diverse aree della città, a partire dai luoghi più sensibili quali asili, giardini e parchi pubblici – in relazione al criterio di sicurezza e stabilità. Di questi, 611 sono già stati sottoposti a ulteriori accertamenti, con approfondite valutazioni tecniche e strumentali: la restituzione delle analisi ha evidenziato la necessità di rimozione di 55 alberi.

“L’abbattimento – rimarca Bongiorni – si rende purtroppo necessario per le condizioni di stabilità precarie e compromesse in modo definitivo. Per la maggior parte, si tratta di piante che presentano carie evidenti, cilindri cavi o porzioni di legno residuo non sufficienti a definire la pianta solida: in queste situazioni, lo stato biologico, meccanico e vegetativo non consente interventi di recupero efficaci e comporta un rischio significativo per l’incolumità pubblica”.

Una seconda indagine comparativa

“Tra l’altro, laddove restava un margine anche minimo di dubbio, l’Ufficio Verde ha disposto una seconda indagine comparativa, affidata a uno specialista diverso per acquisire e mettere a confronto tutti gli elementi utili ad optare per la scelta più corretta; proprio grazie alla contro-perizia richiesta dagli agronomi comunali nei casi incerti, si è scesi da una prima valutazione che prospettava 68 abbattimenti alla quota attuale di 55, fermo restando che i 13 esemplari non soggetti a rimozione, ma affetti da problemi significativi, saranno monitorati in futuro con particolare attenzione”.

Le operazioni di abbattimento saranno effettuate nell’ambito dei lavori di manutenzione straordinaria del Verde, tra febbraio e marzo 2026. Verrà data priorità alle alberature con un grado di pericolosità più alto e necessità di interventi urgenti, nel rispetto del periodo riproduttivo dell’avifauna. Di ogni intervento di rimozione si terrà conto nella successiva definizione delle nuove piantumazioni.

La parola agli agronomi

“L’ultima parola in termini di disposizioni spetta agli agronomi dell’Ufficio Verde comunale – sottolinea il vice sindaco – che procedono con attenzione scrupolosa per ciascuna fase di indagine, analisi e verifica. Dal punto di vista procedurale, attraverso il Piano del Rischio e il monitoraggio interno effettuato dai tecnici vengono identificate le potenziali necessità, ma l’Ufficio Verde si attiva spesso anche a fronte di segnalazioni dirette da parte dei cittadini. Da qui le verifiche circa la proprietà dell’albero e la corrispondenza con il censimento, oltre alla raccolta particolareggiata delle notizie che riguardano l’esemplare in oggetto. Sia il singolo caso sia l’attività più massiva prevedono un sopralluogo dedicato per una valutazione visiva e la conseguente disposizione dell’indagine strumentale, il cui esito può poi determinare la prescrizione di cure colturali, potature o abbattimenti nonché, come detto, un’eventuale seconda perizia”.

“L’Amministrazione – conclude Bongiorni – è ben consapevole del valore sociale e dei benefici ambientali di ogni albero, anche se in misura inevitabilmente ridotta quando le sue condizioni sono critiche. Proprio per questo – conclude l’assessore Bongiorni – tutte le decisioni vengono soppesate con la massima responsabilità. Se da un lato preservare la qualità ecosistemica e la biodiversità è fondamentale per garantire i servizi di regolazione che impattano positivamente sul nostro ambiente urbano, non possiamo però ignorare le situazioni in cui i rischi risultano prevalenti rispetto ai benefici per la comunità”.

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