Diga del Brugneto, i sindaci della Val Trebbia: “Le priorità di Genova non sono in discussione, ma è anche necessario tutelare il Trebbia”

I sindaci della Val Trebbia sottoscrivono una nota sul tema della nuova convenzione relativa alla diga del Brugneto.

La nota arriva all’indomani del sopralluogo effettuato da una delegazione di sindaci alla diga, promosso dalla sindaca di Piacenza Katia Tarasconi e condiviso dall’insieme delle Amministrazioni comunali della valle, con l’obiettivo di approfondire direttamente la situazione e definire una posizione comune del territorio.

“Il documento non mette in discussione la priorità dell’approvvigionamento idropotabile della città di Genova, ma richiama la necessità che il confronto sulla futura convenzione si fondi su dati aggiornati, trasparenti e verificabili, così da garantire anche la tutela del fiume Trebbia, dell’agricoltura e dell’equilibrio ambientale della valle”, sostengono i firmatari.

LA NOTA DEI SINDACI

Come sindaci siamo abituati ad amministrare con i numeri alla mano. Perché ogni scelta pubblica deve essere valutata nel merito, sulla base di dati oggettivi, aggiornati e verificabili.

Non stiamo chiedendo privilegi. Non stiamo chiedendo trattamenti di favore. Stiamo chiedendo trasparenza, dati aggiornati e il rispetto delle priorità previste dalla legge. È da qui che deve partire il confronto sulla nuova convenzione della diga del Brugneto.

Per questo, in più occasioni e a diversi soggetti istituzionali, abbiamo chiesto tutta la documentazione necessaria per poter esaminare con attenzione la situazione della diga del Brugneto in vista della definizione della nuova convenzione. Siamo convinti che, a oltre trent’anni dalla sottoscrizione dell’accordo vigente, siano proprio i dati a dover orientare le decisioni, alla luce di uno scenario profondamente mutato.

Ad oggi, tuttavia, quei dati non sono accessibili. E senza dati aggiornati e verificabili diventa impossibile valutare con obiettività quale sia il punto di equilibrio tra le diverse esigenze che la convenzione è chiamata a disciplinare.

Il territorio piacentino non partecipa direttamente ai tavoli di trattativa, la cui competenza è demandata alle Regioni Emilia-Romagna e Liguria. C’è pieno rispetto dei ruoli istituzionali e della città di Genova, che dal bacino del Brugneto trae una risorsa essenziale per il proprio approvvigionamento idropotabile.

Proprio per questo riteniamo indispensabile che il confronto si fondi sulla massima trasparenza: dati aggiornati sui fabbisogni, informazioni puntuali sulla gestione della risorsa idrica e criteri chiari che motivino le scelte relative ai rilasci. È questa la migliore garanzia per tutti i territori coinvolti.

Nessuno mette in discussione la priorità dell’uso idropotabile a servizio di Genova. Allo stesso tempo, però, riteniamo fondamentale tutelare il fiume Trebbia, il suo equilibrio ambientale, il fabbisogno irriguo della nostra agricoltura e, in prospettiva, la salvaguardia delle falde acquifere dell’intera valle.

Sulla base delle informazioni oggi disponibili, il fabbisogno idropotabile di Genova che grava sul Brugneto si attesterebbe intorno ai 20-22 milioni di metri cubi annui. Un valore che, rapportato all’apporto naturale complessivo del bacino, lascia presumere margini di rilascio significativamente superiori ai 2,5 milioni di metri cubi previsti dall’attuale convenzione, sottoscritta in un contesto profondamente diverso sotto il profilo demografico, infrastrutturale e dei consumi.

Non chiediamo di togliere acqua a Genova. Chiediamo che le decisioni vengano assunte sulla base della situazione reale di oggi, dei fabbisogni effettivi e nel rispetto delle priorità che la legge stabilisce: prima l’uso idropotabile e, successivamente, quello irriguo, garantendo al tempo stesso la tutela ambientale del Trebbia.

Qualora dovessero invece prevalere utilizzi diversi, di natura industriale o comunque non prioritari, a discapito dell’equilibrio del fiume e delle esigenze agricole del nostro territorio, si determinerebbe un danno per l’intera comunità.

“Tredici Comuni, da monte a valle – Ottone, Cerignale, Corte Brugnatella, Bobbio, Coli, Travo, Rivergaro, Gazzola, Rottofreno, Calendasco, Gossolengo, Gragnano Trebbiense, Rottofreno e Piacenza – parlano oggi con una sola voce. Perché l’acqua è un bene comune e le decisioni che la riguardano devono essere fondate sui dati, sulla trasparenza e sul rispetto delle priorità previste dalla legge”.

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Ascolta Radio Sound

Radio Sound Logo
Seleziona il canale...
 
Cover