Unire storia, identità e tradizione con la moderna tecnologia può sembrare utopistico, come mettere insieme il diavolo e l’acqua santa ma è la vera sfida dei nostri giorni.
E’ questo il messaggio lanciato da Stefano Zecchi, filosofo scrittore opinionista ed accademico nel corso dell’incontro che ha aperto la quinta edizione del Fol in Fest, rassegna diffusa della montagna di scena in questi giorni in Alta Val Tidone prima di trasferirsi a Ferriere e Morfasso e di chiudere ad Ottone il primo fine settimana di agosto.
Ad aprire il festival, dopo i saluti del Sindaco di Alta Val Tidone Franco Albertini, è stato il video messaggio del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e la coesione sociale Tommaso Foti che, nel sottolineare al vicinanza personale e l’affetto verso l’appennino emiliano, ha voluto evidenziare come “per troppo tempo, la montagna è stata raccontata come una periferia, come un luogo marginale ed emarginato. Noi sappiamo che non è così.
La montagna è una parte essenziale della identità italiana. La vera sfida, infatti, non è semplicemente riportare persone in montagna, ma consentire alla persona, i giovani primi fra tutti, di scegliere liberamente di poter restare. Restare perché esistono opportunità, servizi, perché è possibile costruire un progetto di vita. Questo significa garantire infrastrutture moderne, connessioni digitali efficienti, scuole ospitali, sanità di prossimità, sostegno alle imprese, mobilità in tutti gli ambiti, servizi pubblici di qualità”.
Dopo l’introduzione del direttore artistico del festival Massimo Polledri, che ha voluto prima di tutto mandare un messaggio di vicinanza e cordoglio al Ministro Eugenia Roccella, è toccato a Giacomo Checchin, ricercatore universitario, a presentare i risultati di una ricerca sulla circolarità delle competenze, evidenziato come il problema della montagna non sia lo spopolamento in sé, ma come le diverse generazioni di persone collaborano per contrastare questo fenomeno.
Di fronte alla platea attenta e partecipe, il Prof. Zecchi ha affrontato le tematiche legate al tema della quinta edizione del festival, “Allenarsi alla risalita. La montagna tra Paradiso e Inferno”, sottolineando i valori della tradizione, della cultura umanistica e delle radici che tengono viva la nostra identità ma che non devono fare scudo all’innovazione e alle tecnologie.
E’ in questa apparente dicotomia e nel saperla superare proficuamente che risiede la sfida dei giorni nostri e la capacità di sopravvivenza della montagna. Secondo Zecchi un ruolo lo riveste anche il tema della bellezza, perché – ha detto – la bellezza dei luoghi crea socialità e comunità. Quindi occorre una politica della bellezza ed una educazione al bello, che è importante per tutti, giovani e meno giovani”.
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