“Confessione e scuse? Arrivando dopo due anni credo che siano state studiate molto bene”. A parlare è Morena Corbellini, la madre di Aurora Tila, la 13enne uccisa il 25 ottobre 2024 a Piacenza. Il giorno dopo la confessione resa in Corte d’Appello dall’ex fidanzato della ragazza, che ha ammesso per la prima volta di averla gettata dal balcone, la donna torna a commentare quanto accaduto, spiegando di non credere alla sincerità del gesto.
“Se una persona mi chiede scusa subito – afferma – significa che forse ha capito davvero quello che ha fatto. Se invece le scuse arrivano dopo quasi due anni, penso che siano state studiate molto bene”.
Secondo la madre di Aurora, la confessione sarebbe legata esclusivamente alla strategia difensiva del giovane. “Ha scelto il rito abbreviato, poi si è dichiarato innocente e adesso arriva la confessione. Credo che abbia studiato molto bene il modo per scontare sempre meno anni di carcere, sfruttando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione, comprese eventuali valutazioni psichiatriche e misure alternative”.
La donna racconta anche di non aver colto alcun segno di reale pentimento durante l’udienza. “Sul volto del ragazzo non c’era nessun tipo di pentimento. E, aggiungo, nemmeno su quello della madre”.
Il procedimento giudiziario, intanto, prosegue. La confessione non chiude infatti il percorso processuale. “Ci sarà un secondo appello”, spiega, “abbiamo chiesto che venga valutato tutto quello che è successo in questi anni. Sappiamo che è stato trasferito in diversi istituti penali, da Bologna a Torino, poi in Sicilia e infine a Catanzaro. Vogliamo capire quali comportamenti ha tenuto durante la detenzione, quali reati avrebbe commesso e quale sia stato il suo percorso”.
Tra gli aspetti che saranno presi in considerazione, aggiunge la madre della vittima, ci saranno anche eventuali attività svolte dal giovane durante la permanenza in carcere, comprese iniziative di volontariato.
La prossima tappa del procedimento è già fissata: la nuova udienza davanti alla Corte d’Appello si terrà il 10 settembre alle 11.30 a Bologna.
L’ASSOCIAZIONE “LA LUCE DI AURORA”
Nel frattempo procede l’attività dell’associazione “La luce di Aurora” che Morena ha fondato per aiutare le ragazze vittime di femminicidio.
Nonostante il dolore, la madre di Aurora continua a portare avanti anche l’impegno dell’associazione “La Luce di Aurora”, nata per sostenere le vittime di violenza e le loro famiglie.
“L’associazione sta andando bene – racconta –. Abbiamo già aiutato parecchie ragazze, ma anche molti genitori. Può sembrare strano, ma ci sono tanti padri e tante madri che non sanno come affrontare determinate situazioni e hanno bisogno di un punto di riferimento”.
Un impegno che, spiega, rappresenta il modo più concreto per trasformare il dramma vissuto dalla sua famiglia in un aiuto per gli altri. “La Luce di Aurora sta davvero diventando una luce per tante altre famiglie”.
L’associazione guarda ora ai prossimi appuntamenti. “Ci aggregheremo ad altre realtà e a settembre ci sarà un’importante iniziativa. Inoltre, a dicembre saremo a Milano, dove contiamo di costituirci parte civile in un processo. È questo il nostro auspicio”.
L’obiettivo, conclude, resta quello di continuare a sensibilizzare sul tema della violenza tra i giovanissimi e offrire sostegno concreto a chi si trova ad affrontare situazioni difficili, affinché tragedie come quella di Aurora non si ripetano.
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