L’autore piacentino Biagio Foderà ha presentato a Radio Sound il sul libro “L’Ultimo Pascal”. Il lettore si trova immerso in un thriller psicologico che esplora le fragilità dell’animo umano, le scelte che segnano un’esistenza e ciò che le persone sono disposte a fare quando tutto sembra perduto.
Nel testo parlo delle persone e delle loro fragilità, delle scelte e di quello che siamo disposti a fare quando tutto sembra perduto. E’ una storia che tiene con il fiato sospeso, ma però fa anche riflettere.
Da dove nasce questa storia?
L’idea è nata osservando le persone. Mi sono chiesto quanto può cambiare una vita in un solo momento e comunque da questo pensiero ho iniziato a costruire tutta la storia. Il personaggio principale si chiama Leonardo Pascal, che sarebbe un discendente del “Fu Mattia Pascal” di Pirandello. L’obiettivo è fare una storia pirandelliana che però si svolge nell’era moderna.
Un romanzo capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, ma che sa anche di offrire spunti di riflessione sui limiti, le paure e la forza che emergono nei momenti più difficili.
C’è anche qualcosa di autobiografico?
Chi mi conosce qualcosa troverà della mia vita, ma non spoileriamo tutto.
Cosa leggi di più in questa estate?
Vario dall’horror al drammatico. Mi piacciono anche i libri romantici. Sono un gran lettore, mi è sempre piaciuto leggere sin da quando ero ragazzo. Io lavoro come operaio, ma comunque ho sempre avuto la passione per la scrittura, infatti ho scelto di raccontare una storia che avevo dentro da tanto tempo. Il mio libro è un’esigenza. Comunque volevo dire una cosa: una storia non vale per quante pagine ha, ma per quanto tempo continua a vivere dentro chi la legge.
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