Farmacie comunali, Ugl: “Tredici lavoratori su diciannove hanno negato alla Cgil il mandato a trattare con l’azienda”

Radio Sound Party

“Farmacie Comunali di Piacenza: lavoratrici e lavoratori esigono il rispetto delle determinazioni dell’assemblea e chiariscono alla Cgil che non ha mandato a trattare. 13 di loro, su 19 operatori delle farmacie, firmano un documento e lo inviano alla sigla sindacale ed all’azienda partecipata del Comune di Piacenza”. Inizia così la nota del sindacato Ugl.

LA NOTA DELL’UGL

C’è un solo incontro che potrà scongiurare il conflitto sindacale tra le lavoratrici ed i lavoratori delle Farmacie Comunali di Piacenza e l’azienda partecipata per il 51% dal Comune, riaprendo la trattativa su basi trasparenti, con tempi certi e con un eminente arbitro terzo quale la Prefettura.   

E’ quello previsto dalla legge 146/90 che disciplina gli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

L’incontro avverrà dopo l’avvio formale della procedura che sarà attivata da UGL Terziario esattamente nella data prevista durante l’assemblea tenutasi con la RSU al completo e l’altra O.S. rappresentativa nelle FCP.

In quell’incontro dovranno esserci risposte certe ed immediate, se si vuole evitare lo sciopero, senza infingimenti, rinvii, ripensamenti e arzigogoli vari. Non “la ripresa del dialogo”, ma fatti!

Ugl Terziario vuole un incontro che porti effettivamente a risultati concreti per riprendere il percorso che ha portato, dopo 10 anni trascorsi inutilmente, alla firma del Contratto Integrativo Aziendale con risultati concreti e chiari, per tutti. 

Durante l’assemblea del 3 agosto le lavoratrici ed i lavoratori, preso atto del comportamento aziendale (che ha cambiato 3 volte l’impostazione del premio di risultato ormai fuori tempo massimo come del resto già successo per il 2025, che continua imperterrita ad utilizzare le partite iva in maniera massiva, che ha un’ organizzazione del lavoro sfiancante per lavoratrici e lavoratori ed inadeguata per l’utenza….insieme a tante altre problematiche) hanno deciso d’intraprendere la via dell’avvio della procedura.

L’assemblea è sovrana. Quel che deciso sarà!

UGL Terziario avrebbe avviato la procedura già dal 4 agosto e non lo ha ancora fatto sol perché in assemblea è stata concordata un’altra data così come era stato condiviso l’invio di due procedure distinte ma identiche da parte delle OO.SS. Ugl e cgil.

Invece? Dopo pochi giorni cgil ha avviato autonomamente il dialogo con l’azienda, in aperto contrato con il mandato dell’assemblea, ed unilateralmente ha combinato con il datore di lavoro la rinuncia all’avvio della procedura ed un incontro per il 3 settembre prossimo. Una gratuita ulteriore dilazione dei tempi che è di fatto un depotenziamento, uno sfinimento per le rivendicazioni dei lavoratori, un messaggio di impotenza rispetto agli effetti della volontà di questi ultimi.

A questo punto 13 tra lavoratori e lavoratrici (su 19 addetti nelle farmacie) hanno redatto e controfirmato un documento per chiarire a Cgil ed all’azienda che non c’è delega né mandato a trattare da parte della gran maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori al tavolo del 3 settembre prossimo.

Rimane quindi solo la presuntuosa autoreferenzialità di un sindacato che trova sponda unicamente nel datore di lavoro, il quale a sua volta incorrerebbe in un errore madornale se decidesse di procedere senza considerare la volontà della maggior parte di lavoratrici e lavoratori.

UGL Terziario farà esattamente ciò che ha stabilito l’assemblea del 3 agosto nel metodo e nel merito.

Da quando ci siamo approcciati, chiamati da lavoratrici e lavoratori, al mondo delle Farmacie Comunali di Piacenza abbiamo riconosciuto una sacca di clientele, flussi di favori, privilegi, compromessi e, come si usava dire un tempo, “vecchi merletti” a fronte di lavoratrici e lavoratori che quasi con rassegnazione subivano l’andazzo. Ora questi ultimi dicono: basta! Ugl Terziario con loro.

Una Organizzazione Sindacale seria, non ci tiene il dito.

Ben venga il dialogo, il confronto, la partecipazione, ma il vecchio carrozzone va demolito per ottenere finalmente equità e trasparenza!      

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