Nonostante le semplificazioni attuate negli ultimi anni, l’Italia si conferma la capitale europea della burocrazia a carico di chi fa impresa. Lo conferma il Centro Studi di CNA attraverso una recente indagine effettuata su oltre mille attività artigiane, di cui l’80% con meno di dieci addetti, che evidenzia in 43 miliardi di euro il costo che la burocrazia italiana scarica ogni anno sulle imprese artigiane medie, micro e piccole.
“Il Decreto PNRR – precisa il Presidente provinciale di CNA, Cristiana Crenna – ha introdotto diverse misure di semplificazione grazie anche alle sollecitazioni presentate dalla nostra associazione di categoria. Le misure adottate dal Governo nei mesi scorsi, hanno consentito di ridurre il costo della burocrazia di circa 2 miliardi di euro l’anno, con un risparmio di 2.000 euro per ogni impresa abbassando così i costi burocratici per ogni artigiano a circa 6.000 euro l’anno. Il monte ore dedicato alle pratiche burocratiche è sceso da 313 a 263 ore, un risultato apprezzabile ma ancora lontano dalla media europea e, soprattutto, penalizzante per la competitività delle nostre imprese”.
“La semplificazione amministrativa e normativa è la principale riforma che serve al nostro Paese, alle imprese, ai cittadini e anche alla pubblica amministrazione, e siamo sicuri che il processo di sburocratizzazione in atto terrà conto anche del complessivo pacchetto di 100 proposte presentato al Governo dalla nostra associazione, confluite anche in un libro, intitolato “Si fa presto a dire impresa”, edito proprio da CNA per evidenziare l’aggravio di costi e di pratiche imposti dalla molteplicità di norme che regolano l’attività d’impresa”.
“La burocrazia – aggiunge il Direttore di CNA Piacenza, Enrica Gambazza – è una vera e propria tassa occulta che penalizza le piccole e micro imprese artigiane non solo dal punto di vista economico, ma anche per la difficoltà degli adempimenti da compiere. Spesso ci sono sovrapposizioni tra enti e organismi nazionali e locali per rilasciare documentazioni,; una difficoltà pratica che constatiamo anche dalle indicazioni che ci arrivano dai nostri iscritti in provincia di Piacenza”.
“Per il rilascio di alcune autorizzazioni possono intervenire anche più di trenta diversi soggetti, e in alcuni casi mancano anche collegamenti tra le diverse banche dati digitali che non sempre riescono a dialogare fra loro, creando quindi ulteriori problemi, rallentamenti e aggravi di costi”.
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