Tre bacini irrigui in Val d’Arda, Tagliaferri (FdI): “Bene, ma ora la Regione dica quanto del miliardo annunciato arriverà a Piacenza”

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«I tre nuovi bacini irrigui realizzati in Val d’Arda rappresentano una buona notizia e dimostrano, ancora una volta, quanto sia importante trattenere l’acqua quando c’è per poterla utilizzare quando serve. Proprio per questo, però, adesso occorre fare un passo in più: la Regione metta nero su bianco quali investimenti sono realmente programmati per il territorio piacentino».

Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta e, parallelamente, una richiesta di accesso agli atti sulla programmazione regionale degli interventi per l’accumulo e la gestione della risorsa idrica nel territorio piacentino.

LA NOTA DI TAGLIAFERRI

L’iniziativa prende le mosse dall’inaugurazione dei tre nuovi laghi a uso irriguo della Val d’Arda e dalle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, secondo il quale sarebbero in cantiere o prossime alla realizzazione opere per circa un miliardo di euro destinate alla resilienza dei territori, alla prevenzione del dissesto e all’utilizzo consapevole dell’acqua. 

«È un annuncio importante – prosegue Tagliaferri – e proprio per questo vogliamo conoscere la sua concreta ricaduta territoriale. Quanto di quel miliardo riguarda Piacenza? Quali opere sono già finanziate? Quali sono ancora in fase progettuale? Quanta nuova capacità di accumulo verrà realizzata e con quali tempi? Sono informazioni che devono essere disponibili non soltanto agli amministratori e agli addetti ai lavori, ma anche agli agricoltori e alle comunità locali».

Una questione di rilievo

Per Tagliaferri la questione assume particolare rilievo dopo le difficoltà idriche che negli ultimi anni hanno interessato ripetutamente il territorio piacentino.

«Non possiamo continuare ad affrontare la disponibilità d’acqua soltanto quando arriva l’emergenza. Servono programmazione, capacità di accumulo, manutenzione delle infrastrutture esistenti e nuovi interventi dove necessari. La Val d’Arda dimostra che realizzare opere è possibile».

Con l’accesso agli atti Tagliaferri chiede quindi alla Regione il quadro degli interventi riguardanti il territorio piacentino, con localizzazione, importi, fonti di finanziamento, soggetti attuatori, stato della progettazione e dei lavori, cronoprogrammi e incremento della capacità di invaso previsto.

Particolare attenzione viene inoltre rivolta ai progetti già predisposti o candidati dagli enti del territorio ma che risultino ancora privi di finanziamento.

«È proprio questo dato che vogliamo conoscere – conclude Tagliaferri – perché una seria politica dell’acqua deve partire anche dai progetti che i territori hanno già pronti e che aspettano soltanto le risorse per diventare cantieri. I tre nuovi bacini della Val d’Arda sono un punto di partenza, non un punto di arrivo. Ora vogliamo sapere quale sarà il prossimo invaso piacentino e quando verrà realizzato».

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