Per cinque giorni il campus piacentino dell’Università Cattolica è diventato un laboratorio internazionale dedicato al Made in Italy. La Facoltà di Economia e Giurisprudenza ha ospitato il Blended Intensive Program Italian Excellence, con 30 studenti e 6 docenti provenienti da cinque università europee, insieme a cinque studenti della facoltà piacentina.
Coordinato dalla professoressa Franca Cantoni, il programma ha approfondito i fattori distintivi del sistema economico e imprenditoriale italiano e le caratteristiche che contribuiscono a valorizzarne l’identità sui mercati internazionali. «È stata un’importante occasione per rafforzare le relazioni con le università partner e costruire una comunità internazionale attorno ai temi dell’imprenditorialità, dell’innovazione e della competitività», ha sottolineato la docente.
Lezioni e testimonianze hanno affrontato temi diversi: dalle filiere del Made in Italy al patrimonio culturale, dal design all’innovazione, dal diritto ai consumi giovanili, fino al lusso, al retail alimentare e al posizionamento dei prodotti italiani in Cina. Il confronto in aula si è intrecciato con momenti di scambio interculturale e lezioni di italiano tenute da studenti dell’Ateneo.
Il programma è proseguito con le visite a Lattegra Industria Casearia e a Deenova, a Gragnano Trebbiense, per osservare da vicino due realtà produttive in settori diversi, dall’agroalimentare alla meccatronica. Presso Deenova, specializzata in soluzioni automatizzate per la tracciabilità di farmaci e dispositivi medici, gli studenti hanno potuto conoscere da vicino i robot impiegati nel riconfezionamento dei medicinali in dosi unitarie. In Lattegra hanno invece scoperto un’eccellenza agroalimentare del territorio, approfondendo come il legame con le proprie radici, l’attenzione alla qualità e la capacità di innovare contribuiscano a portare il valore del saper fare italiano oltre i confini nazionali.
«Il valore di questa esperienza è portare gli studenti oltre la dimensione teorica, mettendoli a contatto con imprese, persone e contesti reali. Osservare, raccogliere testimonianze e confrontare punti di vista diversi permette di sviluppare uno sguardo più consapevole sulla complessità dei fenomeni economici», spiega Cantoni. «L’internazionalizzazione diventa così concreta: non è soltanto incontro tra università di Paesi diversi, ma lavoro condiviso, scambio di prospettive e capacità di collaborare. Competenze fondamentali per chi si prepara a operare in mercati sempre più interconnessi».
Il cuore del percorso è stato un progetto sul campo: gli studenti hanno intervistato persone del territorio e studenti dell’Ateneo per capire che cosa renda distintiva l’eccellenza italiana. Le testimonianze sono diventate brevi video documentari, presentati e discussi in plenaria al termine della settimana. Un’esperienza che, come racconta Matilde, ha lasciato un segno anche sul piano personale: «Le persone che si incontrano in queste occasioni ti insegnano qualcosa che non si impara altrove. È un valore aggiunto che rimane nel tempo, insieme ai ricordi e alle relazioni costruite».
Iscriviti per rimanere aggiornato!
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
