Accordo sulla Diga del Brugneto, il comitato Difesa Valtrebbia: “I conti non tornano”. Sabato assemblea pubblica a Bobbio

Il 28 luglio 2026, presso l’Autorità di Bacino del Po è stato sottoscritto lo schema di accordo sulla gestione dell’acqua derivata dall’invaso del Brugneto. Sulla questione interviene il Comitato Difesa Valtrebbia.

LA NOTA DEL COMITATO DIFESA VALTREBBIA

Ora è disponibile il testo completo di quello schema di accordo. Tale schema prevede che il gestore genovese riconosce rilasci verso la Valtrebbia pari a 4 milioni di mc solo in base a specifica richiesta motivata unicamente per esigenze agricole, e sulla base della situazione dell’invaso, rilasci aggiuntivi, sempre solo con motivazioni legate all’agricoltura. Tutto bene quindi?

Manca completamente il principio basilare che l’acqua del Brugneto appartiene di diritto al bacino del Trebbia e del Po. Trattandosi di una derivazione che trasferisce l’acqua da un versante naturale ad un altro, può essere assentita solo in mancanza di alternative nel versante genovese. Rimane questo il nodo fondamentale che va sciolto.

Il Comitato: “Manca il principio che l’acqua appartiene al bacino del Trebbia e del Po”

Il sistema genovese di quante risorse dispone e l’acqua del Brugneto è veramente indispensabile al fabbisogno idrico genovese?

Il paradigma va quindi rovesciato: non di quanta acqua ha bisogno la Valtrebbia, ma quanta acqua Genova usa dal Brugneto a fini idropotabili, che altro non è se non il contenuto della concessione stessa; e se tale uso è proprio necessario.

L’utilizzo dell’acqua del Brugneto da parte del sistema genovese

Negli ultimi due anni abbiamo prodotto corposa documentazione a dimostrazione che oggi il sistema genovese può fare a meno della risorsa del Brugneto. Oggi tale risorsa per Genova è una riserva, da usare in caso di necessità.

Va riaffermato che l’acqua del Brugneto può essere usata solo a fini idropotabili e l’accordo non fa riferimento a questo.

Vogliamo ricordare che negli ultimi 70 anni solo una parte dell’acqua di tale invaso è entrata negli acquedotti genovesi. Una parte consistente superiore a 10 milioni di mc è servita a produrre più energia di quella prodotta dall’acqua destinata agli acquedotti e non contenti una parte altrettanto consistente è stata addirittura sversata nel Bisagno.

Sedimenti nella diga del Brugneto: le preoccupazioni per la Valtrebbia

Nello schema di accordo non si parla della gestione dei sedimenti presenti nella diga. Infatti 70 anni di mancata manutenzione, hanno prodotto più di 3 milioni di mc di fanghi depositati al fondo della diga.

Questa vera e propria bomba ecologica pende come una spada di Damocle sull’ambiente della Valtrebbia. E’ facile immaginare cosa potrebbe succeder se venisse aperto, per necessità, lo scarico di fondo della diga.

Livello minimo dell’invaso e rilasci aggiuntivi: “I conti non tornano”

Si parla chiaramente, di livello minimo a cui la diga non può scendere senza però indicare quali siano i dati per sostenere quei valori.

Si costruisce una curva che rappresenta il livello minimo e da questa emerge che la quantità di acqua che non viene usata a fini idropotabili è superiore ai 10 milioni di mc. Oltre a questo, quella curva stabilisce che alla fine della stagione estiva il livello di emergenza sia di circa 9 milioni di mc.

I conti non tornano. Perché i 4 milioni di mc e i rilasci aggiuntivi non sono ben quantificati?

Se il quantitativo minimo dell’invaso a fine estate, a settembre è pari a 9 milioni di mc, perché non viene indicato chiaramente che questo è il livello da raggiungere a quella data?

Se fosse così, sarebbe facile quantificare la disponibilità di acqua che non viene usata a fini idropotabili, rilasciando tali volumi in modo automatico, senza bisogno di chiedere o di giustificare ipotetiche necessità irrigue.

Sicurezza del territorio e gestione dell’acqua in caso di forti piogge

Raggiungere a fine estate il livello minimo è importante non solo a fini di rilasci dell’acqua verso la Valtrebbia, ma per garantire sicurezza territoriale all’intero bacino.

Una diga vuota, ma con un livello minimo di sicurezza può contribuire ad aumentare il livello di sicurezza in caso di forti piogge, che oggi sono la caratteristica delle precipitazioni del bacino.

Se la diga, a fine estate è sempre stata quasi piena, come è successo mediamente negli ultimi 50 anni, possiamo immaginare, in caso di forti precipitazioni cosa potrebbe succedere!?

La richiesta di modifica dell’accordo prima dell’approvazione definitiva

In attesa dell’approvazione definitiva dell’accordo, chiediamo di modificare il testo riaffermando che l’acqua del Brugneto è di diritto della Valtrebbia e del bacino del Po.

Che una parte viene concessa al SII genovese solo per gli usi idropotabili. Tutto il resto deve essere rilasciato verso la Trebbia e il Po senza bisogno di chiedere o senza algoritmi fantasiosi.

L’unico valore fisso che deve essere ribadito sono i 4 milioni di mc, che in ogni caso devono essere rilasciati.

Se esiste un sistema Piacenza, questo è il momento di farsi sentire!

Accordo Brugneto, assemblea pubblica a Bobbio sabato 31 ottobre

Si ricorda in merito l’assemblea pubblica che si terrà a Bobbio sabato 31 ottobre presso la sala del Centro Culturale alle ore 16:00.

Bobbio 28-10-2026

Comitato Difesa Valtrebbia

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