A Piacenza migliorano le prospettive per l’economia, anche dall’industria segnali di ripresa

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Appaiono in miglioramento le prospettive per l’economia piacentina. Rispetto alla crescita dello 0,2% del valore aggiunto ipotizzata alla fine dell’aprile scorso, le analisi dell’ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia sui dati degli scenari di previsione dell’Osservatorio Prometeia parlano, infatti, di un valore aggiunto in crescita dello 0,6%.

I dati previsti per Piacenza appaiono in linea si con la crescita media del valore aggiunto sia a livello regionale (+0,6%) che nazionale (+0,5%).

La crescita del valore aggiunto piacentino riguarda un po’ tutti i settori, compresa quell’industria che, dopo molto tempo, dovrebbe dare segnali di ripresa, con leggeri aumenti previsti sia per il 2026 (+0,5%) che nel 2027 (+0,7%).

Per quanto riguarda gli altri comparti dell’economia piacentina, l’aumento più evidente del valore aggiunto interesserà, nel corso di quest’anno, l’agricoltura, data in crescita del 6,5%.

Buoni anche i valori stimati per le costruzioni, con previsioni di crescita del 3,6% nel

2026 (cui dovrebbe però seguire una flessione dello 0,4% nel 2027), mentre l’aumento del valore aggiunto si dovrebbe fermare allo 0,2% per i servizi, con indicazioni di rialzo allo 0,6% nel 2027.

Per quel che riguarda l’export del “made in Piacenza”, è prevista una crescita molto rilevante, pari al 17,2%, cui dovrebbe far seguito un ulteriore aumento del 3,7% nel 2027.

“Il dato più significativo – osserva il Vicepresidente Vicario della Camera di commercio dell’Emilia, Filippo Cella – è che a questa favorevole dinamica dovrebbero contribuire in misura più decisa proprio le merci e i beni prodotti nel nostro territorio, viste le migliori prospettive che riguardano sia l’industria che l’agroalimentare”.

“Tra i valori più positivi – prosegue Cella – spicca anche una previsione di decisa flessione del tasso di disoccupazione, che dovrebbe abbassarsi al 4,4%, mentre nutriamo qualche timore per la capacità di spesa e di risparmio delle famiglie”.

Il reddito familiare – sottolinea al proposito Cella – è indicato in aumento del 2,5% per il 2026, ma è evidente che siamo di fronte ad un rischio di erosione totale in termini reali, considerando i livelli previsti per l’inflazione e i forti rincari su capitoli importanti per la spesa delle famiglie, a partire dai costi dell’energia e di altri beni che hanno subito sensibili rialzi a seguito della guerra in atto in Medio Oriente”.

“Per questo – conclude il Vicepresidente Vicario della Camera di commercio dell’Emilia – continuiamo a ritenere necessari interventi che consentano di contenere l’inflazione e misure atte a ridurre l’aggravio di costi delle imprese e a intensificare i ritmi di crescita dell’economia, consentendo di migliorare complessivamente le condizioni in cui si trovano il sistema imprenditoriale e le famiglie”.

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