Nei giorni scorsi si è svolta una nuova assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’appalto Sicuritalia impiegati nella vigilanza dello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni, organizzata dalla Filcams Cgil di Piacenza, che sta seguendo la vertenza sui presunti esuberi annunciati dall’azienda.
All’incontro hanno partecipato anche la sindaca e i rappresentanti sia della maggioranza sia della minoranza del Consiglio comunale, esprimendo un sostegno unitario ai lavoratori. Tutti i presenti hanno chiesto con forza l’apertura di un confronto istituzionale in Prefettura per scongiurare i licenziamenti.
Al centro della mobilitazione c’è la riduzione delle ore nell’appalto della sicurezza interna al sito logistico, con la prospettiva di 14 esuberi dopo un progressivo ridimensionamento dell’organico negli ultimi anni, passato da circa 120 addetti a poco più di 70.
Secondo quanto denunciato dal sindacato, il taglio sarebbe legato alla diminuzione di circa 480 ore settimanali di servizio affidato da Amazon alla società appaltatrice.
Una scelta che, oltre al tema occupazionale, solleva anche preoccupazioni sul piano della sicurezza: nello stabilimento operano oltre 1.500 lavoratrici e lavoratori tra dipendenti diretti e somministrati e il personale di vigilanza presidia ingressi, spogliatoi, aree ristoro e parcheggi esterni, dove in passato si sono verificati furti e atti vandalici.
«Dopo lo sciopero – spiega il segretario Filcams Cgil Piacenza, Marco Pascai – non abbiamo avuto alcun riscontro formale da Sicuritalia, ma soltanto interlocuzioni telefoniche con Amazon che, essendo l’azienda committente, riteniamo corresponsabile rispetto agli accordi sottoscritti in Prefettura. Per questo chiediamo l’apertura immediata di un tavolo istituzionale, con il coinvolgimento delle istituzioni locali e dei parlamentari del territorio».
La Filcams sottolinea che la vertenza non riguarda solo i posti di lavoro ma anche la qualità del sistema degli appalti nella logistica, dove le riduzioni di ore si traducono direttamente in perdita di occupazione.
Per la Filt Cgil di Piacenza il caso è emblematico di un modello organizzativo diffuso nel settore.
«Gli appalti – afferma il segretario territoriale Massimo Tarenchi – oscillano continuamente tra abbattimenti degli orari e improvvisi aumenti delle richieste di personale. Si tratta di una modalità che produce precarietà permanente e veri e propri licenziamenti mascherati, impedendo alle persone di programmare la propria vita».
La categoria evidenzia inoltre che una riduzione degli addetti alla vigilanza rischia di incidere anche sul livello di sicurezza complessivo del sito. Sindacati e istituzioni locali chiedono quindi un confronto urgente in Prefettura per trovare una soluzione condivisa che tuteli occupazione e sicurezza nello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni.
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