L’Annuario diocesano 2026, dedicato al beato Gregorio X a 750 anni dalla morte

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Esce come supplemento del settimanale Il Nuovo Giornale l’Annuario diocesano 2026 che contiene i dati aggiornati di tutta la realtà diocesana nelle sue diverse articolazioni: persone, strutture, Vicariati, Comunità pastorali, parrocchie, sacerdoti, diaconi permanenti, religiosi e religiose, consacrati secolari e aggregazioni laicali. La pubblicazione è disponibile alla Libreria Berti al costo di euro 8,00 (6,50+1,50 prezzo de Il Nuovo Giornale).

A 750 anni dalla morte di Gregorio X

La copertina è dedicata al beato Gregorio X con una fotografia della scultura opera dell’artista piacentino Giorgio Groppi conservata accanto alla basilica cittadina del patrono Sant’Antonino, di cui il Pontefice, nato a Piacenza nel 1210, è stato canonico.

Nel 2026 si ricorda il 750 anniversario della sua morte avvenuta ad Arezzo nel viaggio di ritorno dal Concilio di Lione. Gregorio X è l’unico Papa piacentino. Un dettagliato articolo della giornalista Barbara Sartori, autrice di una pubblicazione a lui dedicata nella collana “I santi in tasca”, edita alcuni anni fa dal Nuovo Giornale, ne ripercorre la storia.

Nella sezione “Dagli Archivi” il dott. Pietro Scottini rievoca i principali avvenimenti che hanno caratterizzato il 1926, cent’anni fa, con il terzo Congresso eucaristico regionale che venne ospitato a Piacenza, la morte del piacentino mons. Natale Bruni, vescovo di Modena, i 700 anni della morte di San Francesco e la preparazione dell’avvio della causa di beatificazione di Brigida Morello, fondatrice della Suore Orsoline di Maria Immacolata.

La pubblicazione vede, come negli scorsi anni, il sostegno di aziende e realtà del territorio, in particolare della Banca di Piacenza.

L’Annuario è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in cui sono intervenuti::
il vescovo mons. Adriano Cevolotto, il cancelliere vescovile don Mario Poggi, che ha offerta una panoramica dei dati della pubblicazione, Pietro Boselli, vice direttore generale della Banca di Piacenza; la giornalista Barbara Sartori e Pietro Scottini, direttore degli Archivi diocesani.

La fotografia della diocesi

L’attuale presbiterio piacentino annovera, accanto al vescovo mons. Adriano Cevolotto e all’emerito mons. Gianni Ambrosio, 157 sacerdoti diocesani. Il sacerdote più giovane, don Omar Bonini, ha 31 anni e il più anziano, don Silvio Anelli, 104  anni, l’età media dei nostri preti è di 70,2 anni. Tra questi 157 presbiteri due sono in missione e 14 sono residenti in altre diocesi. A supporto del clero locale ci sono 23 sacerdoti provenienti da altre diocesi e 8 sacerdoti religiosi con incarichi di cura di anime.

La diocesi vede la presenza di 54 diaconi permanenti con una età media di 72,2 anni. I due diaconi più giovani hanno 50 anni, mentre il più anziano ne ha 94.

Il territorio è suddiviso in 7 vicariati con 38 Comunità pastorali e 420 parrocchie. Sette sono le comunità religiose maschili e sedici quelle femminili.

Chi è Gregorio X?

Tedaldo Visconti è nato nel 1210 da una nobile famiglia piacentina, diacono e canonico della basilica di Sant’Antonino nella sua città. È cresciuto alla scuola del cardinale Giacomo da Pecorara – il nome ne dichiara la provenienza – vescovo di Palestrina e Legato Pontificio. Fu lui ad accorgersi delle capacità di Tedaldo, tanto da volerlo nel suo seguito e da affidargli l’organizzazione logistica dei viaggi diplomatici.

A San Giovanni d’Acri nel 1270 aveva incontrato i fratelli Polo, fra cui il celebre Marco, nel loro viaggio verso Kublai Khan, il nipote di Gengis Khan e aveva affidato loro l’incarico di costruire contatti diplomatici. Al Concilio di Lione Gregorio X riceverà un’ambasceria del Khan mongolo Abaga.

Tedaldo Visconti è stato eletto Papa mentre si trovava in Terra Santa. La Chiesa, alla morte di Clemente IV, era rimasta senza guida dal novembre 1268 al settembre 1271. Scelse il nome di Gregorio X; ha realizzato, con il secondo Concilio di Lione, la più grande assise della Chiesa medievale, arrivando ad accogliere i rappresentanti delle Chiese d’Oriente per la prima volta dopo lo scisma del 1054. Aveva scelto come suoi teologi di riferimento San Tommaso d’Aquino e San Bonaventura da Bagnoregio, autore della “Legenda Maior”, l’opera fondamentale per conoscere la vita di San Francesco.

La bolla “Ubi periculum”

Con la bolla “Ubi periculum” si è preoccupato di regolamentare il conclave perché non si ripetesse che la Chiesa rimanesse troppo a lungo senza guida per le rivalità interne ai cardinali. E a lui si deve la creazione dell’Elemosineria Apostolica, incaricata ad occuparsi stabilmente della carità del Papa.

Il 10 gennaio 1276 è morto ad Arezzo al rientro da Lione, dopo aver donato parte dei propri beni per il completamento della Cattedrale della città toscana. L’unico Papa piacentino, a distanza di 750 anni, “pacificatore di re e conciliatore di popoli” che visse in secoli di discordie sanguinose, ha ancora molto da dire. Bene lo raffigura la statua dell’artista Giorgio Groppi collocata nel giardino della pace della basilica di Sant’Antonino, da dove mosse i primi passi come canonico. La tiara papale è poggiata accanto ai piedi, a ribadire la missione di servizio, non di supremazia, di chi la indossa. Il crocifisso, a cui si aggrappa con forza, è l’unico sostegno con cui affronta le turbolenze del suo tempo.

Gregorio X viene ricordato a 750 anni dalla morte nella messa delle ore 11 di domenica 18 gennaio nella basilica di Sant’Antonino; presiede la celebrazione il vescovo mons. Adriano Cevolotto.

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