Sulla questione riguardante la Diga del Brugneto, è intervenuta FIPSAS Piacenza spiegando che l’acqua del Trebbia è un bene comune e il deflusso minimo vitale deve essere garantito. La vicenda è da settimane in auge nel piacentino e ha visto anche l’intervento del Ministro Foti..
La nota stampa di FIPAS
Per settimane FIPSAS Piacenza ha scelto di mantenere un profilo di assoluta responsabilità istituzionale sulla vicenda della diga del Brugneto. Una scelta consapevole, dettata dalla volontà di non alimentare un dibattito pubblico che potesse interferire con il confronto tra le Regioni e con il lavoro delle istituzioni chiamate a individuare una soluzione condivisa.
Oggi, alla luce delle notizie che continuano a emergere e delle preoccupazioni che coinvolgono amministratori locali, mondo agricolo e cittadini della Valtrebbia, riteniamo doveroso esprimere pubblicamente la nostra posizione.
FIPSAS Piacenza porta la voce dei pescatori con una visione più ampia del fiume. Perché il fiume Trebbia rappresenta un patrimonio naturale, ambientale, sociale ed economico che appartiene all’intero territorio e che non può essere valutato esclusivamente in funzione delle esigenze di una singola realtà amministrativa.
L’acqua del Trebbia è un bene comune. La sua gestione richiede equilibrio, responsabilità e una visione che tenga conto degli effetti delle decisioni su tutte le comunità coinvolte. Per questo motivo riteniamo che le istituzioni liguri, chiamate a decidere sulla gestione della diga del Brugneto, debbano considerare con la massima attenzione le conseguenze che un’insufficiente disponibilità d’acqua produrrebbe lungo il corso del Trebbia.
Garantire il deflusso minimo vitale non significa soltanto rispettare un parametro tecnico. Significa preservare un ecosistema già profondamente stressato dagli effetti del cambiamento climatico, dall’aumento delle temperature e dalla crescente fragilità delle risorse idriche. Significa tutelare la biodiversità, sostenere le attività agricole, salvaguardare il turismo ambientale e consentire alle comunità della Valtrebbia di continuare a vivere il proprio fiume.
Le preoccupazioni espresse da FIPSAS Piacenza non derivano da valutazioni teoriche o ideologiche. Negli ultimi anni l’associazione ha infatti svolto attività di monitoraggio e studi sullo stato della fauna ittica nel piacentino che hanno evidenziato una situazione di particolare criticità. In diversi tratti del fiume la presenza di pesci risulta estremamente ridotta e, in alcuni casi, prossima all’assenza. Si tratta di un quadro che testimonia la fragilità dell’equilibrio biologico del corso d’acqua e che rende ancora più urgente garantire condizioni idrologiche compatibili con la sopravvivenza dell’ecosistema.
Brugneto-posizione-fipsas
Da anni FIPSAS Piacenza investe tempo, risorse economiche e competenze nella tutela del patrimonio ittico e nei progetti di ripopolamento delle specie autoctone. Un lavoro complesso, portato avanti nonostante difficoltà burocratiche, limitate disponibilità economiche e numerosi ostacoli organizzativi. Sarebbe profondamente irresponsabile permettere che questi sforzi vengano compromessi da una gestione della risorsa idrica incapace di assicurare il minimo indispensabile alla vita del fiume.
Per questo motivo chiediamo con forza che venga garantito il deflusso minimo vitale del Trebbia per evitare un ulteriore impoverimento di uno dei corsi d’acqua più importanti del nostro territorio.
Qualora tale garanzia non dovesse essere assicurata, riteniamo che la Regione Liguria e le istituzioni liguri debbano assumersi pienamente la responsabilità delle conseguenze ambientali derivanti dalle proprie decisioni, prevedendo il finanziamento integrale degli interventi di ripopolamento ittico e delle ulteriori azioni che si renderanno necessarie per mitigare i danni arrecati all’ecosistema fluviale.
Il futuro della Valtrebbia non riguarda soltanto i pescatori. Riguarda le famiglie che vivono questo territorio, le imprese agricole che dipendono dalla disponibilità d’acqua, le attività turistiche che trovano nel Trebbia una delle principali risorse e tutti coloro che riconoscono nel fiume un elemento identitario di straordinario valore.
FIPSAS Piacenza continuerà a collaborare con le istituzioni e con tutti i soggetti interessati nella ricerca di soluzioni concrete. Allo stesso tempo, continuerà a richiamare con fermezza le responsabilità di chi è chiamato a decidere, perché la tutela del Trebbia non può essere rinviata né subordinata a interessi che ignorino le esigenze ambientali e delle comunità che vivono lungo il suo corso.
La nostra preoccupazione è concreta. Lo è perché nasce dall’osservazione diretta del fiume, dai monitoraggi effettuati negli anni e dalla consapevolezza che un ecosistema impoverito richiede tempi lunghi per essere recuperato. Per questo chiediamo che prevalga il senso di responsabilità istituzionale: il Trebbia ha bisogno di acqua oggi, non quando i danni saranno ormai irreversibili.
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