“Più che occupare – si fa per dire – la Diga del Brugneto per verificare ciò che a tutti è noto (e cioè l’abbondante presenza di acqua in loco), sarebbe più opportuno manifestare di fronte alla sede del Comune di Genova e del Partito Democratico di quella città, che non perdono occasione per mettersi di traverso a fronte di una bozza di accordo sul rilascio dell’acqua verso il territorio piacentino condiviso tra i presidenti della Regione Liguria ed Emilia-Romagna e il segretario generale dell’Autorità di Bacino”. Inizia così la nota del ministro Tommaso Foti.
LA NOTA DEL MINISTRO TOMMASO FOTI
Una bozza di accordo (4 milioni di metri cubi di rilascio d’acqua più altri 4 milioni di metri cubi in casi di comprovata emergenza) che dovrebbe essere sostenuta a gran voce dai sindaci del territorio piacentino atteso che, per la prima volta, il territorio piacentino si vedrebbe riconosciuto un rilascio di acqua superiore a quello previsto del decreto interministeriale del 1962 e del suppletivo del 1987, pari a 2,5 milioni di metri cubi, e decisamente migliorativo rispetto al protocollo del 2013 (ulteriore rilascio s’acqua, fino ad un massimo di 1,,5 milioni di metri cubi, nel caso di emergenza).
E’, infatti, il Comune di Genova, spalleggiato dal locale Partito Democratico e dai consiglieri regionali di quest’ultimo, che sta cercando in tutti i modi di impedire che si dia concreta attuazione alla previsione legislativa di tutelare i diritti pregressi delle utenze irrigue piacentine.
A riprova di ciò e’ il fatto che il Comune di Genova lamenta il mancato coinvolgimento nella trattativa e il suo vicesindaco dice chiaramente che a Piacenza non va riconosciuto altro che il rilascio di 2,5 milioni di metri cubi d’acqua ed eventuali altri rilasci dovranno essere tecnicamente motivati. Una posizione di totale chiusura, sostenuta ed espressa anche sulla pagina Facebook del PD genovese in cui si legge “L’acqua del Brugneto non si tocca senza garanzie per Genova”.
Anziché controbattere pesantemente a questa totale chiusura di Genova, i sindaci piacentini lamentano un mancato coinvolgimento e poca in trasparenza nei dati, così mettendo in discussione – e, nei fatti, dando sponda del Comune di Genova – la bozza di accordo delle due Regioni, più sopra illustrata.
Lungi da chi scrive non convenire sul fatto che ci voglia trasparenza e assistenza tecnica adeguata quando si devono assumere decisioni che investono interessi pubblici, mi pare curioso che qualcuno pensi che i due Presidenti di Regione abbiano raggiunto un punto di equilibrio nell’accordo – come detto, di riconoscimento degli storici diritti piacentini – senza gli adeguati supporti tecnici. E, infatti, così non e’.
Quanto all’assenza di dati reclamata dai sindaci piacentini, ma davvero il Comune di Piacenza, che di Iren e’ azionista, non riesce a farsi rilasciare gli stessi da Iren Acqua, che l’invaso del Brugneto gestisce, nonostante la presenza di un proprio rappresentante – Stefano Borotti – nel consiglio di Amministrazione della società?
Al riguardo i dati necessari a verificare la funzionalità del Brugneto non possono che essere nella piena disponibilità di Iren, attesa la dovuta attività di monitoraggio – nel passato conferita a TerrachSAn- e l’obbligo di trasmetterne alcuni all’Ufficio Dighe del Ministero delle Infrastrutture.
C’è solo da augurarsi che gli assordanti silenzi nei confronti di Iren – interessata a mantenere le vecchie regole di rilascio d’acqua, se non altro perché la stessa gestisce con l’invaso anche la relativa e redditizia produzione di energia elettrica – non dipendano dal timore di perdere le sponsorizzazioni che la stessa Iren riserva a svariate iniziative nel nostro territorio.

Iscriviti per rimanere aggiornato!
Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.
