Giornata Mondiale dell’Acqua, workshop alla Cattolica insieme al Consorzio di bonifica

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Oggi, 20 marzo, la Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica (campus di Piacenza) e il Consorzio di Bonifica di Piacenza hanno celebrato la Giornata Mondiale dell’Acqua (che, da calendario, cade domenica) con un workshop dedicato agli studenti universitari e agli studenti delle scuole superiori. Location dell’evento l’auditorium “G. Mazzocchi” dell’Università Cattolica.

Obiettivo della mattinata quello di riflettere, da un lato, sull’uso consapevole dell’acqua e la necessità di adattare i territori alla nuova fase climatica che dimostra quanto rapidamente si passi dalla siccità al rischio alluvionale; dall’altro, sul cibo, sugli stili alimentari degli adolescenti e sulla tutela della salute e della sicurezza alimentare.

Ad accogliere gli studenti Angelo ManfrediniDirettore della sede di Piacenza-Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha portato i saluti dell’intero ateneo: “Il tema dell’acqua è centrale. È necessaria una gestione attenta e responsabile delle risorse idriche per la sopravvivenza e la sostenibilità futura”.

A dare il via ai lavori Edoardo Fornari docente di Marketing Università Cattolica del Sacro Cuore: “Oggi, in vista della Giornata Mondiale dell’Acqua, accogliamo con piacere gli studenti delle scuole superiori nel nostro campus, con l’obiettivo di sensibilizzarli sull’importanza di questa risorsa fondamentale per la vita, la società e il sistema agroalimentare. L’iniziativa, realizzata insieme al Consorzio di Bonifica di Piacenza e patrocinata da ANBI Emilia-Romagna, rappresenta un’importante occasione di confronto sulle sfide che attendono aziende e istituzioni nella gestione sempre più consapevole, efficiente e sostenibile dell’acqua. Crediamo fortemente nel ruolo dei giovani e nella necessità di coinvolgerli in un percorso di maggiore consapevolezza verso una risorsa così preziosa per il nostro futuro.”

È seguito l’intervento (via web) di Francesco Cavazza, Responsabile Ricerca, Innovazione e Internazionalizzazione del Canale Emiliano Romagnolo (CER), che ha illustrato il sistema dei Consorzi di bonifica in Emilia-Romagna, evidenziandone il ruolo di infrastruttura strategica per l’agricoltura e per l’ambiente: una rete che conta oltre 20.500 km di canali e condotte e 5.290 km di argini.

In questo contesto, il Canale Emiliano Romagnolo svolge un ruolo centrale: con 135 km di asta principale rende irrigabili oltre 175.000 ettari, sostenendo filiere agroalimentari di eccellenza con più di 10 prodotti DOP e IGP, circa 349 milioni di euro di produzione lorda vendibile e 1,87 milioni di giornate di lavoro agricole. In uno scenario segnato dalla crisi climatica, che oltre a siccità e alluvioni comprende gelate tardive e ondate di calore sempre più frequenti, l’innovazione tecnologica diventa decisiva.

L’irrigazione di precisione integra dati satellitari e sensori di monitoraggio fisiologico della pianta nella piattaforma IRRIFRAME, il sistema di consiglio irriguo di ANBI sviluppato e gestito dal CER.

Al workshop ha poi preso la parola Andrea FerrariniDocente di Agronomia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il suo intervento ha tracciato l’evoluzione della figura dell’agronomo, delineando le competenze necessarie per affrontare le sfide agronomiche, tra cui quelle irrigue, di oggi e di domani. Partendo dall’analisi dei processi a scala di campo, ha presentato come l’agronomo possa supportare le aziende nella scelta e progettazione di sistemi irrigui innovativi e nell’uso delle migliori tecnologie a supporto delle decisioni, insieme a pratiche mirate a favorire l’infiltrazione, ridurre l’evaporazione e conservare l’umidità del suolo. E’ stato poi fatto cenno alla gestione aziendale e territoriale, dove l’uso massivo del telerilevamento e dei modelli previsionali, consente di stimare i consumi idrici fino alla scala di bacino. Sono stati infine introdotti principi di agronomia del paesaggio.

A chiudere il primo blocco di interventi Margherita Dall’AstaDocente di Scienze dell’Alimentazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha ricordato come l’acqua sia alla base del modello alimentare mediterraneo e svolga un ruolo centrale nella promozione di un’alimentazione sana e sostenibile. Le scelte di consumo sono fondamentali per garantire un’adeguata idratazione, oltre a una dieta equilibrata. È importante, ad esempio, preferire sempre l’acqua, evitando l’eccessivo consumo di bevande zuccherate, soprattutto tra i più giovani, e prediligere alimenti ricchi di acqua, che contribuiscono al fabbisogno idrico quotidiano e migliorano la qualità complessiva della dieta. Ampio spazio è stato dedicato anche all’impronta idrica degli alimenti, ovvero all’acqua utilizzata per la loro produzione, sottolineando l’importanza di seguire la dieta mediterranea come modello sostenibile che promuove la salute e riduce l’impatto ambientale.

Il secondo blocco di interventi è stato condotto da Edoardo Fornari docente di Marketing Università Cattolica del Sacro Cuore che ha intervistato Enzo Panizzi, Socio fondatore e Direttore Generale del gruppo Valcolatte e Davide Rocca, Direttore OP Consorzio Casalasco del Pomodoro e Direttore agronomico del Gruppo Casalasco.

Enzo Panizzi: “Per noi l’acqua rappresenta un elemento essenziale nei processi produttivi e un bene fondamentale di cui comprendiamo pienamente il valore. Per questo dedichiamo grande attenzione alla sua gestione, impegnandoci costantemente nella tutela e nell’utilizzo responsabile di questa risorsa. In questi giorni stiamo ulteriormente valutando interventi per migliorare l’efficienza e il risparmio idrico, nella convinzione che l’acqua sia un fattore imprescindibile sia per la qualità dei nostri prodotti sia per la sostenibilità del nostro sistema produttivo”.

Davide Rocca ha ribadito l’importanza della risorsa idrica per il gruppo Casalasco e per l’intera filiera: “Per noi che coltiviamo pomodoro l’acqua è da sempre una risorsa vitale e abbiamo il compito di gestirla bene e non sprecarla. Per questo promuoviamo pratiche più efficienti e responsabili, investendo costantemente nell’innovazione e nella formazione dei nostri soci. Dobbiamo agire concretamente per rendere l’agricoltura sempre più sostenibile; è doveroso verso i consumatori dei nostri prodotti e, soprattutto, nei confronti delle nuove generazioni alle quali dobbiamo garantire che le risorse naturali siano tutelate e valorizzate”.

La storia di Valcolatte inizia a Stagno Lombardo (Cremona) nel 1914 ma continua poco dopo nella nostra provincia e ancora oggi continua ad affermare la tradizione, la famiglia, l’artigianalità e la qualità dei prodotti. A fine anni Ottanta, il caseificio ha iniziato un’intensa produzione di formaggi. Negli anni a seguire ha iniziato la sua espansione prima nel sud Italia e poi in tutto il nord con prodotti sempre più strategici. Nel 2018 entra anche nella grande distribuzione organizzata.

Una notevole svolta che conferma la volontà di innovare dell’azienda, attraverso la realizzazione di un nuovo marchio, nuovi prodotti e pack completamente ridisegnati. Studio e ricercatezza hanno portato alla nascita del nuovo brand Caseificio Valcolatte oggi composto da 4 realtà d’eccezione nel mondo lattiero caseario dislocate in Europa, in grado di competere sui mercarti internazionali. Ogni giorno la Valcolatte lavora 600.000 litri di latte ogni giorno. All’anno produce 35.000 tonnellate di mozzarelle e 7.000 tonnellate di ricotta.

Casalasco è uno dei maggiori gruppi in Europa e nel mondo per la coltivazione, la lavorazione e la commercializzazione del pomodoro. Attivo dal 1977 nelle zone della Pianura Padana vocate alla coltivazione del pomodoro da industria, oggi comprende: 800 aziende agricole, 850.000 tonnellate di pomodoro fresco trasformato, 5 siti produttivi e 70 linee di confezionamento.

In quasi 50 anni, il Consorzio si è evoluto fino a dar vita un grande Gruppo che rappresenta la prima filiera integrata del pomodoro da industria in Italia. Una storia fatta di competenza, ricerca e passione per il pomodoro.  Il Gruppo Casalasco comprende: Emiliana ConserveSAC Pomì USA Inc e De Martino. Casalasco gestisce internamente l’intero ciclo produttivo, dalla coltivazione, affidata agli agricoltori (che sono loro soci), alla trasformazione, che avviene nei loro stabilimenti produttivi. Questo permette di offrire a partner e consumatori un prodotto finito di qualità controllato e tracciabile fin dalla semina.

In rappresentanza del Consorzio di Bonifica di Piacenza è intervenuta Chiara Gemmati, responsabile delle relazioni esterne dell’ente, che, dopo una panoramica sui temi trattati nel corso della mattinata, ha ricordato che domenica 22 marzo si celebrerà la Giornata Mondiale dell’Acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza di questa risorsa e sulle sfide legate alla sua gestione.

Gemmati ha quindi sottolineato quanto cibo, acqua e terra siano elementi imprescindibilmente interconnessi: senza acqua e terra non esisterebbe il cibo. In questo quadro, l’irrigazione rappresenta un elemento fondante per garantire la produzione alimentare e la stabilità delle aziende agricole, poiché consente di sostenere il valore delle produzioni e di offrire maggiore sicurezza economica alle imprese rurali, sempre più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici e alla crescente variabilità delle condizioni meteorologiche.

Allo stesso tempo, ha evidenziato come l’irrigazione contribuisca alla ricarica delle falde sotterranee, al mantenimento degli equilibri degli agroecosistemi e al contrasto di fenomeni come la subsidenza e l’intrusione salina. Il cibo che arriva sulla nostra tavola, ha concluso, è il risultato di una filiera che racconta il percorso e i processi che lo generano: all’origine vi è il produttore, mentre acqua e terra ne costituiscono la base essenziale, generando rilevanti ricadute produttive, occupazionali e sociali.

Alla base della mattina anche il progetto didattico “Acqua da mangiare” che ha come obiettivo principale l’approfondimento delle tematiche legate ai concetti di sostenibilità ambientale, alimentare e sociale partendo dal ruolo fondamentale svolto dall’acqua, dal suo impiego razionale e dal ruolo strategico delle attività svolte dai Consorzi sul territorio. “Acqua da mangiare” è patrocinato da: Regione Emilia Romagna, Ufficio Scolastico Regionale, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, Aipo (Agenzia Interregionale per il Po), Anci Emilia Romagna, Uncem (Unione Nazionale dei Comuni e delle Comunità Montane), Coldiretti Emilia Romagna, Cia Emilia Romagna, Confagricoltura Emilia Romagna e presidio Slow Food Emilia Romagna.

Al workshop, patrocinato dall’Associazione Regionale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI Emilia Romagna), hanno partecipato circa 200 studenti appartenenti: alla Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (campus di Piacenza), all’Istituto Tecnico Agrario “Raineri” di Piacenza (indirizzo “Gestione Ambiente e Territorio, vitivinicolo, produzione e trasformazione”), all’Istituto professionale agrario “G. Marcora” sede di Piacenza (indirizzo “Servizi per l’agricoltura e sviluppo rurale, opzione Valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli del territorio”), all’Istituto professionale “G. Marcora” Sede Coordinata di Castel San Giovanni (indirizzo “Servizi per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Operatore Agro-Alimentare”), all’ Istituto d’Istruzione Superiore Marconi Da Vinci Piacenza (indirizzo “Meccanica Meccatronica).

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