GLS, il tribunale reintegra sedici lavoratori licenziati

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La Corte d’appello del Tribunale di Bologna reintegra i lavoratori licenziati della GLS di Piacenza con una indennità risarcitoria pari a 12 mensilità. Ne da notizia il sindacato Usb.

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La nota dell’Usb

Si tratta di un primo gruppo di 16 persone le quali avevano fatto ricorso individuale contro una precedente e vergognosa sentenza del Tribunale di Piacenza; sentenza che aveva messo in discussione la fondatezza degli scioperi indetti criticandone le motivazioni e le pratiche.

Come si ricorderà gli iscritti ad USB del magazzino GLS di Piacenza avevano dato vita ad un ciclo di scioperi; manifestazioni il cui fine era quello di rivendicare condizioni di sicurezza in ambito lavorativo.

La risposta del padrone era stato il licenziamento “politico” di 33 lavoratori.

Un atto contro la parte più sindacalizzata dell’hub che aveva poi portato alla occupazione del tetto per parecchi giorni da parte dei licenziati come estrema forma di protesta; il tutto con l’attivo sostegno delle famiglie, in particolar modo dei bambini protagonisti della campagna “MIO PAPÀ DEVE LAVORARE”.

La sentenza della Corte di appello bolognese riconosce la fondatezza delle motivazioni degli scioperanti. Afferma che: “la richiesta afferiva propriamente le tutele dell’incolumità dei lavoratori”. Ma riconosce anche l’insindacabilità del diritto di sciopero.

Il Tribunale di Bologna, sconfessando le motivazioni rigettate della sentenza piacentina, afferma che “non è seriamente predicabile” l’oggetto, l’interesse posto alla base dello sciopero che non incontra altri limiti da quelli propri e riconosciuti dalla Costituzione.

Si tratta di una sentenza importante; riconosce infatti pienamente il diritto di sciopero, una sentenza che rende onore ai lavoratori, gli stessi che hanno scelto USB e la strada della lotta come mezzo di emancipazione sociale su indicazione ed esempio del loro collega Abd Elsalam per il quale ora attendiamo analoga giustizia nel processo per il suo assassinio.

USB ringrazia lo staff dei legali che hanno seguito la causa ed in particolare chi si è occupato dei ricorsi individuali, l’avvocato Jacobo Sanchez Codoni del foro di Brescia.

USB continua nel nome di Abd Elsalam l’impegno perché in tutti i magazzini della logistica siano riconosciuti diritti e dignità dei lavoratori.

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