Il mondo di Happy Days celebrato il 7 febbraio a San Rocco al Porto. Il curatore Dionigi: “In Italia ci si ritrovava in quelle storie” – AUDIO

Happy Days celebrato il 7 febbraio a San Rocco al Porto

Happy Days, memorabilia della collezione di Giuseppe Ganelli: l’evento è in programma sabato 7 febbraio alle ore 17 da Biffi Gusto a San Rocco al Porto.

Alla scoperta dell’America degli Anni 50 con un autentico tuffo nel mondo di Happy Days, la serie TV composta da 255 episodi in totale prodotti per 11 stagioni, andati in onda negli anni 70, con i suoi mitici protagonisti. Come non citare Arthur Fonzarelli, soprannominato “Fonzie” insieme alla famiglia Cunningham composta dal padre Howard, dalla moglie Marion e dai figli Chuck, Richie e Joanie. 

Il terzo componente della famiglia resta un mistero nella serie

Si chiama Chuck – spiega il curatore dell’evento Francesco Dionigi– un personaggio che si vede saltuariamente in un paio di serie, poi scompare e nessuno sa dove sia finito. Forse Ganelli, visto che frequenta l’ambiente anche in America, riuscirà a darci una risposta. Ad esempio i protagonisti del telefilm si ritrovano una volta all’anno per fare un pranzo commemorativo. 

A far rivivere sabato 7 febbraio gli indimenticabili momenti televisivi di Happy Days, sarà presente il codognese Giuseppe Ganelli, il più grande collezionista mondiale del telefilm e autore di un libro proprio sulla nota serie. 

Ganelli racconterà le storie, parlerà degli attori e degli autori, del set, il dietro le quinte, il pubblico e le curiosità legate ai protagonisti della serie. Inoltre vedremo anche dei video originali.

Il libro di Giuseppe Ganelli intitolato “La nostra storia. Tutto il mondo di Happy Days “ si avvale tra l’altro della prefazione di Henry Winkler, l’attore che interpreta Fonzie e della postfazione di Max Pezzali. 

L’atmosfera del punto di ritrovo della gioventù di Milwaukee il mitico bar da Arnold’s rivivrà sabato 7 febbraio alle ore 17 da Biffi Gusto a San Rocco al Porto.

Perché le immagini di Happy Days sono ancora nel cuore degli italiani?

Credo rappresenti – conclude il curatore dell’evento Francesco Dionigi una certa generazione di giovani, anche italiani, nonostante fosse girata negli Stati Uniti. Le persone si ritrovano nelle storie perché ci sono dei valori. Ad esempio Fonzie all’inizio veniva presentato come un bulletto, e non era nemmeno il protagonista, ma poi è diventato un po’ il fratello maggiore di tutti i personaggi del telefilm. 

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