Non sono più le grandi città il motore del mercato immobiliare italiano. A trainare la crescita delle compravendite sono invece la provincia e i piccoli comuni, che negli ultimi anni hanno registrato un’accelerazione ben superiore a quella delle principali aree metropolitane. È quanto emerge dall’analisi “Mercato immobiliare, il risveglio dei piccoli centri”, realizzata dalla Confedilizia sui dati dell’Agenzia delle entrate e dell’Istat e dedicata all’evoluzione del mercato residenziale tra il 2019 e il 2025.
La situazione piacentina
Dalla disamina dello studio di Confedilizia si evince che dal 2019 al 2025 nella provincia di Piacenza si è registrato complessivamente un aumento delle compravendite di circa il 48% (48,3 %, 13^ in Italia).

Nella provincia di Piacenza tra il 2019 e il 2025 le compravendite sono aumentate del 48,3%, passando da 3.275 a 4.856 transazioni. La crescita è stata particolarmente intensa nei comuni non capoluogo (+57,2%), mentre nel comune di Piacenza l’incremento si è attestato al +35,3%. Il dato suggerisce che la ripresa del mercato immobiliare ha interessato maggiormente i centri minori della provincia.
La situazione nazionale
I numeri raccontano un cambiamento profondo. Nei comuni non capoluogo le compravendite sono aumentate del 32,7%, più del doppio rispetto al 15,5% registrato nei capoluoghi di provincia. Ancora più marcata la crescita nei centri di dimensioni minori, dove gli scambi sono saliti del 42,3%, mentre Milano e Roma, considerate per anni il baricentro del mercato immobiliare nazionale, si fermano a un incremento del 5,9%.
Non si tratta di una dinamica temporanea, ma di una trasformazione che si è consolidata dopo la pandemia e riflette il cambiamento delle esigenze abitative degli italiani. L’aumento dei prezzi nelle grandi città, il rincaro dei mutui, la diffusione dello smart working e la possibilità di acquistare casa a costi più contenuti hanno progressivamente spostato la domanda verso i comuni di minori dimensioni. Nel solo 2025, i comuni più piccoli hanno generato oltre la metà della crescita complessiva delle compravendite registrata in Italia, confermandosi il segmento più dinamico del mercato.
Il fenomeno interessa l’intero Paese. Le province che hanno registrato gli incrementi più consistenti sono L’Aquila (+72,4%), Alessandria (+61,5%), Biella (+61,1%) e Cosenza (+60,3%), mentre le performance più contenute appartengono ad alcune grandi aree metropolitane come Firenze (+9,2%), Bologna (+11,7%), Milano (+12%) e Napoli (+13,1%).
L’analisi evidenzia come il mercato immobiliare italiano stia assumendo una nuova geografia. Lo studio evidenzia un progressivo spostamento della domanda verso i territori in cui le abitazioni sono più accessibili e l’offerta è più ampia. Nelle grandi città, invece, i prezzi elevati e la maggiore incidenza del costo del credito continuano a limitare la crescita del mercato immobiliare. Questa evoluzione rende necessario accompagnare la crescita dei territori oggi più dinamici con investimenti in infrastrutture, servizi e collegamenti e, allo stesso tempo, intervenire sui fattori che frenano l’offerta abitativa nelle principali aree urbane, per ridurre gli squilibri territoriali e rendere il mercato più equilibrato.
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