Prima della partecipata assemblea pubblica dedicata al referendum sulla giustizia in sala Mandela, a Piacenza, il consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura Roberto Fontana ha incontrato i lavoratori e le lavoratrici degli uffici giudiziari locali, in un momento di confronto diretto sui problemi concreti che attraversano il sistema giudiziario, organizzato dalla Fp Cgil di Piacenza.
Durante l’incontro è emersa una forte preoccupazione condivisa per una riforma che – è stato sottolineato – rischia di ignorare le reali esigenze della giustizia italiana. Al centro del confronto, infatti, non sono state solo le modifiche costituzionali oggetto del referendum, ma soprattutto la necessità di interventi strutturali capaci di migliorare l’efficienza e la velocità dei procedimenti, a partire dal rafforzamento degli organici e delle strutture degli uffici giudiziari.
In questo senso, è stato citato come esempio concreto la mancata volontà del Ministero della Giustizia di portare stabilmente a regime l’Ufficio per il Processo, uno strumento che in molti tribunali ha contribuito a ridurre i tempi della giustizia ma che rischia di restare una misura temporanea senza un investimento stabile di risorse.
Fontana ha inoltre evidenziato come in molti Paesi europei il rapporto tra magistrati, personale amministrativo e popolazione sia significativamente più alto rispetto all’Italia. In questi sistemi giudiziari – ha spiegato – l’organizzazione degli uffici è strutturata proprio per favorire una più rapida definizione dei procedimenti, grazie a modelli organizzativi efficienti e a un adeguato investimento in risorse umane, economiche e strumentali.
Il confronto con i lavoratori degli uffici giudiziari ha rappresentato così un momento importante per riportare il dibattito sulla giustizia dai principi astratti ai problemi concreti del funzionamento quotidiano dei tribunali, a partire dal lavoro di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del servizio giustizia.
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