Renato, salvato sul treno col defibrillatore: “Sono vivo grazie a un esempio di buona sanità, ricordiamoci che non si muore solo di Covid” – AUDIO

“Oggi si parla solo di Covid e tutto il resto viene trascurato e questo non è giusto, perché le patologie sono rimaste quelle di prima”. Sono le parole di Renato Clemente, imprenditore 68enne di Frosinone, salvato col defibrillatore dopo essere stato colpito da un arresto cardiaco mentre viaggiava sul treno. Una storia a lieto fine grazie al modello Piacenza, delineato da Progetto Vita in questi anni.

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“Una rete tra Parma e Piacenza che ha funzionato perfettamente, esattamente come questo sistema di defibrillazione organizzato da Progetto Vita: sentiamo di una Sanità che a volte in Italia non funziona, in questo caso invece io posso solo ringraziare i medici che ho incontrato sulla mia strada come Daniela Aschieri e Francesco Nicolini. E’ grazie a loro se sono vivo”.

Renato stava viaggiando a bordo del convoglio quando è stato colto da arresto cardiaco. Subito il personale di bordo ha messo mano al defibrillatore di cui il treno è dotato e ha salvato la vita all’uomo. Subito dopo, il treno ha effettuato una fermata d’emergenza alla stazione di Piacenza dove ad attendere il 68enne c’erano i medici del 118 che lo hanno condotto al pronto soccorso. La presenza di un defibrillatore a bordo del treno e il personale delle Ferrovie addestrato all’utilizzo dei dispositivi salvavita: l’ennesima conquista da parte di Progetto Vita. L’associazione presieduta da Daniela Aschieri, infatti, ha organizzato, e organizza tuttora, corsi di addestramento per il personale delle Ferrovie: a bordo di quel Frecciarossa era presente proprio uno dei 300 dipendenti formati.

L’uomo ha successivamente subito un intervento cardiochirurgo urgente di sostituzione valvolare aortica per stenosi severa eseguito con tecniche di avanguardia dal professor Francesco Nicolini, Ordinario di Cardiochirurgia nella città ducale e direttore di Cardiologia dell’Azienda ospedaliera.

“Ora il peggio è passato, si tratta solo di riabilitazione”, spiega Clemente. “Ho saputo che la dottoressa Aschieri si è adoperata in passato per collocare i defibrillatori sui treni, io sono stato fortunato a trovarmi a Piacenza, la città di Progetto Vita.

“La rete regionale della cardiologia e cardiochirurgia tra Parma e Piacenza – evidenzia il nostro primario Daniela Aschieri – ha funzionato immediatamente dopo il soccorso sul treno. La corsa contro il tempo per le patologie del cuore è l’unica strada percorribile per avere un esito positivo”.

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