Giornata di mobilitazione a Piacenza, con uno sciopero dalle attività scolastiche e un corteo cittadino promosso dal coordinamento piacentino degli studenti, insieme al sindacato Si Cobas e ai collettivi ControTendenza e R-esisto. Al centro della protesta il caro-vita, i bassi salari, l’inflazione e le politiche del Governo in materia di sicurezza.



Contemporaneamente anche il sindacato Usb ha organizzato una seconda manifestazione.
Gli studenti e gli attivisti scendono in piazza per denunciare una situazione economica e sociale che, secondo gli organizzatori, sta rendendo sempre più difficili le prospettive delle nuove generazioni e dei lavoratori.
“Caro-vita, bassi salari, inflazione fuori controllo: a fronte di tutto ciò, il Governo Meloni risponde con la sola lingua del manganello e del carcere”, affermano i promotori della mobilitazione.



Nel mirino anche le politiche sulla sicurezza, che gli organizzatori giudicano scollegate dai problemi economici e sociali del Paese.
“Inesistenti emergenze sicurezza vengono agitate nelle città di provincia per spaventare, dissuadere dalla partecipazione e creare capri espiatori”, sostengono Si Cobas, studenti e collettivi, criticando quelli che definiscono “pacchetti repressivi” presentati come risposta alle difficoltà della società.
La manifestazione vuole dunque richiamare l’attenzione non soltanto sulle condizioni economiche, ma anche sul diritto alla protesta e alla partecipazione.
“Noi non ci rassegniamo alla paura e alle miserabili prospettive cui il governo ci vuole destinare”, concludono gli organizzatori, ribadendo le ragioni della giornata di sciopero e mobilitazione cittadina.
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