Nell’ultimo Consiglio Comunale a Piacenza è stato approvato il Piano economico finanziario della gestione dei rifiuti e il regolamento della nuova Tariffa corrispettiva puntuale che sostituisce la Tari.
A far passare le delibere sono stati i voti della maggioranza di centrosinistra, mentre il centrodestra ha votato contro e c’è stata l’astensione di Claudia Gnocchi (gruppo misto). Alternativa per Piacenza ha invece votato contro il PEF mentre ha deciso di astenersi sul regolamento della Tariffa Puntuale.
Il dibattito è durato circa 5 ore e la maggioranza ha spiegato in sintesi di aver ridotto le tariffe e reso il sistema più equo, mentre per l’opposizione si tratta di una stangata e il contro per i cittadini arriverà nei prossimi anni.
La Consigliera di opposizione Patrizia Barbieri ha esposto in aula alcuni dubbi sul tema chiedendosi perché alcune svuotature dei rifiuti debbano essere pagate per forza. E’ stato sbandierato il principio europeo del chi inquina paga, ma nei fatti però è stata introdotta una tassa piatta minima garantita a favore del gestore. Perché? Perché il regolamento impone le svuotature minime annue. Questa è una tassa, non è che è la tariffa puntuale. Perché se c’è il cittadino virtuoso, che fa molte differenziate, tutte queste diciamo così svuotature non le fa. Si crea in questo modo un addebito forzoso per servizi non resi.
Per la maggioranza invece l’Onorevole Paola de Micheli ha definito, durante il suo intervento, la raccolta differenziata puntuale un obiettivo ma anche uno strumento fondamentale delle politiche ambientali.
Non esistono altri strumenti nella nostra legislazione se non questo per arrivare a raggiungere gli obiettivi ambientali che sono stati confermati da tutti i Governi, In tutte le città nelle quali si è avviato questo tipo di attività ci sono stati dei problemi, non esiste nessuno che sia stato graziato. L’avvio di un servizio così ha sempre determinato qualche problema organizzativo. Nei primi mesi ci sono state anche necessità di adeguamenti e adattamenti. Io credo che però laddove questo non avviene la differenza si veda, in termini di qualità del decoro urbano in giro per l’Italia.
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