Riforma della scuola, la protesta di genitori e docenti arriva in consiglio comunale: “Così non va”. Dadati: “Pronti al dialogo” – AUDIO, VIDEO e FOTO

Docenti e genitori in piazza per chiedere rassicurazioni e chiarimenti in merito alla riorganizzazione delle scuole che porterà alla nascita di otto Istituti Comprensivi, al posto dei nove attuali. Secondo il Comune, questo cambiamento servirà a migliorare l’organizzazione, unendo scuole dell’infanzia, elementari e medie sotto un’unica gestione.

Molti genitori e insegnanti, però, sono preoccupati. Temono che questa riorganizzazione possa creare problemi alla continuità didattica, cioè al percorso educativo costruito negli anni, e portare a spostamenti forzati di docenti e studenti da una scuola all’altra. Per questo motivo famiglie e insegnanti hanno deciso di organizzarsi e chiedere una revisione delle scelte fatte.

Questo pomeriggio, genitori e docenti hanno organizzato un flash mob davanti al Comune, in concomitanza con il consiglio comunale. Nello specifico, hanno partecipato genitori e personale di diverse scuole, tra cui Faustini, Calvino e Anna Frank. Iniziativa dall’evocativo titolo “Scuolazon Prime”. Il perché lo spiegano gli stessi manifestanti: “Costretti a spostarci da una parte all’altra, ci sentiamo come pacchi di Amazon”.

Le criticità

In sostanza le criticità sono queste.

In primo luogo, i docenti sostengono di non essere contrari a prescindere a questa riforma. Semplicemente la riforma dovrebbe entrare in vigore per le prossime prime elementari, in modo da non interrompere un rapporto insegnante-alunni già consolidato.

Secondo punto: lo stradario. Il rischio è che alunni residenti in prossimità di una scuola debbano iscriversi a istituti “inutilmente” lontani.

Terzo punto. Uno degli istituti in cui il prossimo anno gli alunni dovrebbero spostarsi è quello che sorgerà nel Laboratorio ex Pontieri. Il punto è che questo plesso ancora non esiste e non è detto che per il prossimo anno sarà pronto.

“Pretendiamo che la programmazione venga mantenuta rispetto alla delibera approvata in consiglio comunale all’unanimità, delibera che metteva come condicio sine qua non che gli istituti comprensivi partissero quando le scuole erano terminate. L’amministrazione ha deciso di far partire gli istituti comprensivi a prescindere dalla realizzazione e ottimazione delle scuole. Non è corretto che agli alunni e ai docenti che hanno iniziato un ciclo scolastico venga cambiata scuola d’ufficio per scelta politica, non per scelta dei genitori: a noi non è stato chiesto se volessimo scuola. La scuola non è semplicemente l’edificio, noi non abbiamo scelto la scuola dei nostri figli in funzione dell’edificio, ma di quello che c’è nell’edificio, quindi della progettualità, degli insegnanti, della continuità”.

“Ci chiediamo se sia legale far iscrivere i ragazzi a una scuola che non esiste, in particolare quella dei Pontieri. Ci chiediamo se sia legale far trasferire gli insegnanti in una scuola che non esiste, quella dei Pontieri. Quindi non siamo d’accordo con le modalità di trasferimento dei ragazzi ad altra scuola, con le modalità di trasferimento ad altra scuola di classi intere già avviate. Siamo contro questi stradari costruiti a tavolino”.

“Noi non siamo contro i comprensivi, ma non una cosa così spezzata, drastica. Piuttosto chiediamo una cosa graduale, magari che si cominci dalle future prime direttamente, di modo che non abbiano scorsone di cambiamenti”.

IL TEMA IN CONSIGLIO COMUNALE

Del tema si è parlato anche in consiglio comunale. Nello specifico con una mozione urgente presentata dalla maggioranza, nelle persone di Andrea Fossati, Luca Dallanegra, Boris Infantino, Claudia Gnocchi e Caterina Pagani. Una mozione con cui la maggioranza chiede di salvaguardare i diritti e le necessità delle famiglie e dei docenti: “Questa riforma non vada a creare scuole di serie A e scuole di serie B”.

A questa mozione ha risposto Mario Dadati, assessore alle politiche scolastiche.

“È un lavoro che ha l’ambizione di fornire al nostro territorio una nuova organizzazione che sia coerente con le grandi spinte innovative, didattiche che le nostre dirigenti scolastiche presentano e applicano quotidianamente all’interno dei nostri plessi e che hanno bisogno di una comunicazione e di una organizzazione sia verticale, sia trasversale o orizzontale come si faceva il riferimento poco fa. Come tutte le riforme e tutti i cambiamenti il progetto ha bisogno di un’attenta valutazione del suo impatto dal punto di vista formativo, da quello organizzativo, logistico e lavorativo”.

“Ed è per questo che stiamo prendendo in seria considerazione tutte le osservazioni che ci arrivano e stiamo incontrando insieme alla sindaca tutti coloro che ci hanno chiesto un incontro. Inoltre il 13 gennaio abbiamo inviato una comunicazione a tutti i dirigenti scolastici mettendo il sottoscritto a loro disposizione per l’organizzazione di eventuali incontri pubblici, informativi o anche presso gli organi collegiali e questo ci sembrava dovuto”.

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