Le sfide dell’innovazione. Questo il tema della prossima edizione del Festival della cultura della libertà (l’undicesima, che si terrà nel 2027) annunciato dal suo direttore scientifico nel trarre le considerazioni conclusive della kermesse liberale di quest’anno, andata in scena con successo al PalabancaEventi di via Mazzini sabato 14 e domenica 15 marzo, con anteprima venerdì.
Difficile ma necessaria relazione tra i due Occidenti
«Abbiamo cercato di discutere sulla difficile ma necessaria relazione tra i due Occidenti – ha argomentato Carlo Lottieri – che sono un fatto geografico, naturalmente, ma anche culturale, perché c’è un Occidente che vuole difendere i diritti, a partire da una certa antropologia che poi affonda nella filosofia greca, nel diritto romano, nella religione cristiana, e c’è un Occidente che si odia, nichilista, illiberale a partire da un’idea di libertà assoluta che il più delle volte si converte nel suo opposto».
Forse, a parere del prof. Lottieri, si è riflettuto poco sulla parola crisi (crisis), che rinvia non soltanto alla dimensione negativa (crisi dell’economia piuttosto che di un Paese) ma al contrario a uno sviluppo, a una svolta, a un cambiamento.
L’Occidente è sempre stato in crisi
«L’Occidente è sempre stato in crisi se ci pensiamo – ha osservato il curatore scientifico del Festival – perché questo cambiamento, questo dinamismo che è legato alla libertà e all’autonomia è strutturale in Occidente, dove la società non è statica. Ecco perché ho pensato che il tema del prossimo anno passa essere le sfide dell’innovazione».
«Se l’Occidente è caratterizzato nel bene e nel male da questa dimensione della crisi, questa fragilità che caratterizza l’Occidente perché è libero, l’innovazione è un elemento importante che vuol dire tante cose: intelligenza artificiale, cambiamenti del lavoro, tecnologici, ma anche l’innovazione nell’ambito delle istituzioni, il ripensare le nostre modalità di convivenza, abbandonate tutta una serie di luoghi comuni. Penso che questo tema possa essere un punto d’incontro di culture diverse nello spirito del Festival, che è uno spirito di dialogo e di confronto».
L’impegno di Confedilizia
Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha ringraziato il prof. Lottieri «per la scelta come sempre felice del tema trattato», ricordando il bel binomio che formava con Corrado Sforza Fogliani. «Come Confedilizia – ha proseguito – siamo impegnati a far circolare le idee con iniziative come questa di Piacenza, ma anche con la nostra attività nella Sala Einaudi della sede di Roma. Un’attività di cui andiamo orgogliosi».
Anche il presidente dei Liberali Piacentini Antonino Coppolino è intervenuto per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione del Festival.
La tradizione della libertà tra Europa e America
I lavori della seconda giornata (tema generale sullo sfondo, “Europa e America. I due volti della crisi occidentale”) erano iniziati con la sessione dedicata alla tradizione della libertà tra Europa e America, argomento affrontato da Raimondo Cubeddu (collegato da remoto), Lorenzo Maggi, Roberta Modugno e Diana Thermes.
E continuati con Sergio Belardinelli (collegato da remoto), Vincenzo Nasini, Giovanni Sallusti e Sandro Scoppa che hanno parlato di proprietà e diritto del lavoro in Europa e negli Stati Uniti. La mattinata si era conclusa con un ricordo di Dario Antiseri, mancato di recente. Filosofo della scienza e direttore del Centro di metodologia delle scienze sociali della Luiss, è stato commemorato da Carlo Lottieri e da Roberta Modugno, che è stata una sua allieva.
Nel pomeriggio spazio alla disamina del protezionismo in Europa e Usa, con interventi di Guglielmo Piombini, Luca Vassallo e Dario Ciccarelli e al confronto fra due modelli di educazione (l’americana e l’europea), con Anna Monia Alfieri, Gabriele Marmonti e Matteo Piazza.






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