La Segreteria Regionale OR.S.A. Trasporti interviene in merito allo stato delle relazioni industriali nei bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, evidenziando la necessità di un cambio di rotta nella gestione del personale.
La nota del sindacato OR.S.A.
In merito all’accordo sulle Giornate a Disposizione (DISPO), OR.S.A. intende chiarire di non essere contraria a priori a questo strumento, che può rappresentare un supporto utile alla programmazione del servizio. Tuttavia, non è tollerabile che se ne faccia un abuso o che lo si utilizzi per coprire criticità strutturali senza un adeguato riconoscimento economico. La flessibilità è un valore che deve essere retribuito con risorse aziendali certe e immediate; ciò che oggi genera profondo malessere tra i lavoratori è proprio un accordo privo di una componente economica sicura, rimasta in attesa di ipotetici fondi esterni.
Questa criticità appare ancora più evidente se si osserva come l’Azienda impieghi quotidianamente ingenti somme per gestire i trasferimenti di personale. È necessario fare una distinzione netta: lo spostamento di personale all’interno dello stesso bacino provinciale è uno strumento accettabile se limitato a coprire esigenze temporanee e improvvise, come picchi di malattia o sostituzioni per ferie. Al contrario, non è ammissibile che le trasferte — sia all’interno dei bacini verso i depositi di montagna, sia tra province diverse come accade ultimamente tra Modena e Reggio — diventino una prassi ordinaria per sopperire alla carenza organica strutturale. Ogni territorio dovrebbe tendere all’autosufficienza: non è efficiente, né rispettoso della qualità della vita dei lavoratori, utilizzare sistematicamente personale di altri depositi per coprire i vuoti lasciati dalla mancanza di assunzioni locali.
La proposta di OR.S.A. è netta: è necessario procedere con assunzioni mirate stabilmente nei territori e nei depositi che presentano carenze. La stabilità “in loco” permetterebbe di ridurre drasticamente i costi logistici e le indennità di trasferta attualmente necessari per gestire quella che viene trattata come un’emergenza perenne, ma che è in realtà un problema di sotto-organico. Queste risorse, così recuperate, dovrebbero essere immediatamente destinate a finanziare la parte economica dell’accordo sulle DISPO, dando finalmente un segnale concreto di valorizzazione salariale e rendendo operativa l’intesa sottoscritta.
È giunto il momento di accelerare il confronto sul Contratto Integrativo Unico per armonizzare i trattamenti tra i tre bacini. Chiediamo a SETA S.p.A. di investire sulla stabilità del personale e sulla certezza della retribuzione, poiché solo offrendo garanzie territoriali e indennità certe si potrà incentivare la permanenza dei lavoratori e risolvere alla radice le criticità che affliggono il servizio.
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